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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

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Thursday, March 02, 2006 - ore 19:47


Dal Gazzettino del primo marzo: un articolo che non è stato semplice scrivere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Due mamme unite dallo stesso dolore: un abbraccio breve e intenso, un gesto che vale più di mille parole. Si è concluso così ieri mattina il funerale di Elena Fioroni. All’uscita della bara della giovane mamma di Voltabarozzo, due donne si sono abbracciate. Ad un tratto Nicoletta Fioroni, col capo fasciato da uno scialle nero, gli occhi pieni di lacrime dietro gli occhiali scuri, sorretta dal figlio Andrea si è avvicinata a Maria Prà e l’ha salutata con un filo di voce. La mamma di Gian Luca Cappuzzo, ha risposto con un abbraccio. Le due donne per alcuni istanti hanno pianto assieme.
«Sono le donne che riescono a restare vicino a Gesù» aveva appena detto don Giovanni Brusegan nell’omelia, commentando il brano del Vangelo che narra della deposizione di Cristo dalla croce. Dopo quasi tre settimane di attesa il corpo di Elena Fioroni riposa in pace nel cimitero maggiore, ieri ad accompagnarla c’erano due mamme accomunate da un dolore quasi identico. Nicoletta Fioroni in chiesa ha dato il saluto al corpo della figlia. Maria Prà va a trovare il figlio Gian Luca Cappuzzo quasi tutte le settimane in carcere ed accudisce dal 9 febbraio i due figli della coppia. Sa che con ogni probabilità toccherà a lei crescere i figli dell’amore di quei due giovani sposi che nessuno rivedrà più insieme. Elena Fioroni ora riposa in pace dopo una penosa attesa, Gian Luca Cappuzzo ieri mattina era in una cella del carcere circondariale di via Due Palazzi e rischia di rimanere sepolto in galera fino alla fine dei suoi giorni, schiacciato da una condanna all’ergastolo per l’omicidio premeditato della madre dei suoi figli.
E proprio ai bambini di due e quattro anni, rimasti orfani della mamma e che cresceranno senza l’affetto del padre, ieri è andato il pensiero di tutti quando nella preghiera dei fedeli don Giovanni Brusegan ha chiesto di pregare in silenzio per le due creature.
«Ci sono dei vuoti nella vita e quello che lascia Elena è un vuoto unico – ha detto don Giovanni Brusegan nell’omelia – ma le donne trovano la forza di continuare ad amare, come fecero quelle che si presero cura delle spoglie mortali di Gesù». Il sacerdote ha guardato la croce posta davanti alla bara coperta di fiori che racchiudeva il corpo di Elena Fioroni, coperta di rose bianche dono delle due mamme che le sedevano a fianco in chiesa. Quasi una esortazione a continuare a fare ciò che hanno iniziato all’indomani del dramma maturato nel bagno della casa di via Pisani la notte di tre settimane fa.
«La scomparsa di Elena – ha concluso nell’omelia don Giovanni – ci fa delle domande: quanto amore c’è stato tra Elena e Gian Luca? Dov’era l’amore? I discepoli di fronte alla morte dio Gesù sono scappati, la vostra presenza qui oggi e in futuro accanto ai due figli dell’amore di Elena e Gian Luca dice che voi avete voluto restare, che avete la forza di continuare ad amare in un silenzio rispettoso e non avete paura di leggere questa situazione nella sua tragicità. Avete la capacità di accettare tutto questo e di accogliere senza giudicare quanto è avvenuto».
Parole dirette alle due mamme e nonne, che ieri piangevano assieme.
Dal giorno della morte di Elena Fioroni la nonna dei due figli della giovane mamma si prende cura di loro nella sua casa di Ponte di Brenta. Dovrà spiegare un giorno ad un bambino ed una bambina, che ora hanno due e quattro anni, perché la mamma non c’è più e perché il papà non è al loro fianco a vederli crescere.
Alberto Gottardo


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