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Più cose in cinque anni di giornalismo dell’androide di Blade Runner

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ABBIGLIAMENTO del GIORNO

sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario

ORA VORREI TANTO...

Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone

STO STUDIANDO...

un benemerito cazzo

OGGI IL MIO UMORE E'...

generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

MERAVIGLIE


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Thursday, March 02, 2006 - ore 19:49


Un articolo che mi sono divertito a scrivere il 1/03/2006
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una normale baruffa condominiale in via Lagrange è approdata nell’aula del tribunale monocratico di Padova: è una storia dai contorni di una spy story, dove invece della cinematografica “finestra sul cortile” c’è una telecamera ad infrarossi come chiave della vicenda. Protagonisti della lite giudiziaria sono un ex agente di polizia, Antonio Crielesi, 43 anni, imputato per danneggiamento aggravato e violenza privata; la moglie dell’ex poliziotto, titolare di una edicola di giornali, e un ricercatore del dipartimento di astronomia dell’università, nelle inedite vesti di investigatore. Da qualche tempo lo studioso delle stelle, assistito dall’avvocato Gianbattista Muscari Tomaioli, ritrovava la propria auto danneggiata da strisci sulle portiere, in un paio di occasioni le ruote dell’auto erano state bucate con un cacciavite. Tutto sempre quando il ricercatore parcheggiava l’auto di fronte all’edicola dei giornali, in uno spazio pubblico dove la sosta non era vietata. Lo scienziato decise in maniera razionale di approfondire in maniera empirica la vicenda, dubitando che potesse trattarsi di una improbabile serie di coincidenze. Per un certo numero di notti puntò la propria telecamera ad infrarossi, di solito usata per scrutare i misteri della via lattea, verso l’auto parcheggiata nottetempo di fronte all’edicola dei giornali di via Lagrange.
In un filmato nel gennaio di quattro anni fa, venne immortalato l’ex agente di polizia, che danneggiava per l’ennesima volta l’auto del ricercatore universitario. Il sospetto su Crielesi era venuto al danneggiato anche mettendo in fila una serie di discussioni che si erano animate tra i due sempre per questioni di parcheggio. Secondo quanto sostenuto dall’imputato, la presenza dell’auto nel posteggio pubblico danneggiava gli affari dell’edicola della moglie.
La vittima del danneggiamento sporse denuncia ai carabinieri e ieri il giudice monocratico Elena Garbo ha preso visione del filmato notturno in cui si riconosceva senza ombra di dubbio l’agente di polizia nell’atto di danneggiare l’auto del vicino di casa.
Inevitabile la condanna di Antonimo Crielesi a cinque mesi di reclusione, ottomila euro di danni morali da corrispondere ai due danneggiati, il ricercatore e la moglie e mille euro da corrispondere alle casse dell’erario per pagare le spese processuali e la sanzione collegata alla spesa detentiva. Una condanna ad una cifra “astronomica” non tanto per l’entità della cifra da sborsare, quanto per come è maturata.
Alberto Gottardo


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