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Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone

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un benemerito cazzo

OGGI IL MIO UMORE E'...

generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

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Friday, March 03, 2006 - ore 19:31


Problemi a palazzo di Giustizia - dal Gazzettino di domenica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La sperimentazione del “processo telematico” è partita in tutta Italia, ad eccezione che a Padova. A Genova una settimana fa Antonio Diminundo, presidente del tribunale di Genova, ha emesso un decreto ingiuntivo per via telematica in ottantotto minuti, trasmettendolo alla cancelleria del tribunale civile in tempo reale.
Analoghe esperienze sono in corso anche in altri tribunali dello Stivale, da Bari a Bergamo passando per Bologna e giù fino a Catania e Lamezia Terme. La sperimentazione, nei tribunali che a differenza di quello di Padova, possono contare su mezzi telematici adeguati, è limitata per ora ai soli decreti ingiuntivi, che costituiscono la fase preliminare e più semplice di un processo. E’ ancora presto, quindi, per archiviare code e attese interminabili tra i ricordi di un passato pre-informatico. Ma qualcosa, lentamente, inizia a muoversi, pare anche nell’unica città del Veneto selezionata per testare il processo telematico. A breve, hanno garantito nei giorni scorso dal ministero della Giustizia al termine dell’annuale ispezione ministeriale, dovrebbero arrivare i fondi per adeguare la rete informatica alle nuove esigenze.
Ma lo slittamento dell’avvio del processo telematico a non prima di maggio, sembra essere solo la punta dell’iceberg di problemi in cui si dibattono quotidianamente i magistrati e i giudici del tribunale di Padova. Secondo la relazione annuale dell’Anm molti personal computer sono ormai obsoleti e «non solo non si sono visti i fondi per sostituirli, ma non vi sono nemmeno – scrive l’Anm in una nota inviata recentemente al ministero – risorse sufficienti alla piccola manutenzione. Risulta infatti che per l’intera Corte d’Appello di Venezia (cioè migliaia di pc) sono stati stanziati quest’anno 10 mila euro». Continuando a leggere la relazione dell’Anm si scoprono altri, se possibile ancora più gravosi, problemi che affliggono il palazzo di giustizia.
Negli ultimi cinque anni il personale tecnico delle segreterie è clato del 15 per cento. Nel tribunale di Padova lavora un organico di 150 persone e il problema dell’ormai cronico “sotto organico” è stato parzialmente arginato solo attraverso l’impiego di dieci dipendenti “prestati” dalle Poste. Per arrivare a fine anno senza dover bloccare le udienze, i responsabili dei servizi, secondo la relazione dell’Anm se le stanno inventando tutte: dallo storno dei fondi per gli straordinari, diventati ormai “ordinari” dalle voci destinate alle previsioni di spesa per le consultazioni elettorali, fino all’economia sull’uso della stenotipia nelle udienze, che una recente circolare interna raccomandava che fosse usata “solo quando strettamente necessario”. Il taglio dei trasferimenti ministeriali ormai non risparmia nessun aspetto del funzionamento degli uffici giudiziari, arrivando anche nei bagni. «La ormai famosa e indecorosa questione delle dotazioni minime dei servizi igienici del Palazzo – conclude la sezione veneta dell’Anm nella relazione – dipende dalla carenza dei fondi a disposizione: la gestione dei bagni riservati al personale spetta alla dirigenza del Tribunale». Quindi per avere la carta igienica e il sapone nei bagni i magistrati del tribunale devono scrivere a Roma, fin che il computer e la stampante del computer funzionano.
Alberto Gottardo


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