
calimero, 34 anni
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...no, non mi drogo. sto solo praticando apnea!
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Sunday, March 05, 2006 - ore 17:36
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Venne allora avanti un muratore, che domandò, Parlaci delle case.
E lui rispose, dicendo:
Costruitevi con la fantasia un capanno nel desertoprima di erigervi una casa entro le mura della città.
Infatti, nei crepuscoli voi fate ritorno alla casa, e anche lerrante in voi, remoto sempre e solitario, ambisce questi ritorni.
La casa è il vostro più ampio corpo.
Cresce nel sole e dorme nella quiete silenziosa della notte; e non è priva di sogni. Non sogna forse la vostra casa? E sognando non abbandona la città per il bosco o la collina?
Come vorrei raccogliere le vostre case nella mia mano, e come il seminatore sparpagliarle nelle foreste e sui prati.
Potessero le valli essere le vostre strade, e i verdi sentieri i vostri vicoli, così da cercarvi lun laltro tra i vigneti, accogliendovi a vicenda con il profumo della terra negli abiti.
Ma per ciò non è ancora il tempo.
Nella loro paura i vostri antenati vi hanno radunati troppo stretti insieme. E quella paura perdurerà ancora un poco. Ancora un poco le mura della vostra città separeranno i vostri focolari dai campi.
E ditemi, gente dOrfalese, che tenete in queste case? Cosè che proteggete con le sbarre agli usci?
Forse la pace, il quieto desiderio che rivela in voi la forza?
Forse ricordi, questi risplendenti archi che sorreggono della mente le sommità?
Forse la bellezza, quella che sa condurvi dai legni e dalle pietre lavorate al sacro monte?
Ditemi, custodite tutto ciò nelle vostre case?
Oppure è solo la comdità chesse contengono, e la brama di comodità che subdola si fa ospite nella casa, e poi ne diventa la padrona e poi ancora il despota?
Sì, e con rampino e frusta vi rende i burattini dei vostri intensi desideri.
Sebbene siano seta le sue dita, ha il cuore duro come il ferro.
Vi culla sino al sonno per poi deridere accanto al letto la dignità della carne.
Schermisce i vostri sensi saldi, e li dispone sul fieno come fragili vasi.
In verità la brama di comodità uccide la passione dellanima, e va poi ridendo al suo funerale.
Ma voi, figli degli spazi, irrequieti nella quiete, non cederete allinsidia nè sarete domati.
La vostra casa non sarà àncora ma albero di nave.
Non sarà la smagliante membrana che ricopre una ferita, ma una palpebra che protegge la pupilla.
Non ripiegherete le ali per attraversare luscio, nè chinerete il capo per non urtare la volta, nè tratterrete il respiro temendo che fendendosi i muri crollino.
Non abiterete sepolcri edificati dai morti per i viventi.
E per quanto sontuose e piene di sfarzo, le vostre case non potranno conservare il vostro segreto nè albergare le vostre aspirazioni.
Poichè quel che in voi non ha confini alberga nella dimora del cielo, la cui porta è la bruma del mattino e le cui finestre sono i canti e i silenzi della notte.
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