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Monday, March 06, 2006 - ore 04:47
(categoria: " Vita Quotidiana ")
notturnale, insonne stasera. weekend piovoso, domenica sonnolenta grigia. come se non ci fosse niente di meglio da fare che riposarsi. da cosa poi. da distrazioni post delusione, da insofferenza professionale, da disoccupazione cronica, da capelli rossi e lentiggini. recuperare sonno forse, che le distrazioni stancano e rimbalzano.
uscire a comprare le sigarette, il freddo da roncajette autunno/inverno in adolescenze da vespa e cannoni di albanese, e un post del lercio dove parla del suo butterfly galeotto. un giorno posterò i vaghi ricordi sconnessi che ho di quei giorni. craccomani e collari da cane. Loro Sanno Drogarsi. e il tridente. il tridente è quasi indimenticabile, ogni tanto mi sveglio nel sonno con quell’immagine. gli spaghetti di soia ti colavano su tutto il braccio. sempre che gli spaghetti possano colare.e i freddy gatto grasso. e i druidi. quanti druidi. ricordi londinesi. quasi dieci anni fa. devo essere in qualche modo ossessionato dal tempo, o forse sono io che ossessiono lui.
una volta avevo una sveglia, di garfield, in plastica bianca con garfield appunto vestito in pigiama con l’aria sonnacchiosa. una gran bella sveglia. è durata due giorni, scagliata contro l’armadio al primo trillo andò in mille pezzi. da allora uso la sveglia del cellulare. nascondo il cellulare sopra l’armadio, in modo che per spegnere la suoneria debba alzarmi dal letto. stamattina, non è andata come nella norma. adesso ho un cellulare rotto ed un armadio visibilmente ammaccato. ma era domenica mattina, adesso è già lunedì. una nuova settimana comincia, senza grandi punti di riferimento. tranne una forte sonnolenza e un senso di schifo latente, che ti fa passare sopra ad una marea di atteggiamenti di merda. e poi, lo so. da oggi si ricomincia la stretta relazione con la macchina automatica del caffè. una sindrome di stoccolma, di cui mi libero solo nei week end. e adesso voglio spendere due parole sulla macchina del caffè. quando arrivo in ritardo dei canonici dieci minuti, lei è sempre li che mi aspetta e anche se come tutte le donne - sì, la macchina del caffè è femmina - non dà mai il resto, mi trovo bene con lei. fa del caffè pessimo, ma dopotutto la apprezzo.
ma soprattutto è
bella dentro .
buon inizio settimana.
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