
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Monday, March 06, 2006 - ore 09:40
Tettismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E così si parte, meno 2 giorni.
Che belle le partenze, con le aspettative, le promesse, quei piccoli sogni che diventano desideri che diventano un giardino, una cattedrale, un museo. Che diventano realtà tangibile.
Tocchiamole queste città, tommasi che non siamo altro, tocchiamo tutto. Io personalmente non resisto al tatto. Se una cosa mi piace la devo
toccare. Al Louvre ho avuto problemi con la vigilanza, al Met qualcosa di più serio perché ci piangevo davanti - ai quadri - e a momenti mi arrestavano. Ma io tocco, toccavo le pareti dei palazzi di Parigi, le muraglie altissime di New York, gli alberi di Londra, le pietre di Roma. Toccavo soprattutto Parigi e New York, toccavo tutto, perché se tocchi diventa più tuo. Non è mai stato il mio senso preferito, ma mi fido delle mie mani, sono sensazioni che restano. Chissà cosa mi verrà voglia di toccare a Firenze.
E
annusiamole. Le città hanno odori inconfondibili. Parigi sa di buono, di zucchero, di auto, di crépe, di pioggia, di elegante, di prezioso. New York sa di grassi, di hot dog, di patatine fritte e hamburger, di metropolitana, di cemento, di mare, di quotidiano. Chissà di cosa odora Firenze.
E
ascoltiamole. Parigi parla francese, per favore siamo francesi, orgoglio francese. Ma Parigi si fa la vita sua, è un meraviglioso paradiso lontano da tutto, come un’isola in un oceano; parla di storia di mille anni e oltre, d’arte, di cultura, di secoli di capitale dell’Europa. Parigi parla una lingua che ha tante vite e tante lingue. New York parla americano, per favore non siamo inglesi, orgoglio americano. Parla per tutti, New York ha voci e orecchie dappertutto; e parla di storia di ieri, parla di soldi e povertà, parla di cosa è più e cosa è meno, ma sempre più e meno degli altri, New York è un confronto continuo. Chissà di cosa parla Firenze.
E poi
guardiamole. Dall’alto le città hanno colori che non ti aspetti. Parigi dall’alto è azzurra, Parigi ha tetti blu, grigi e celesti come il cielo che le piove addosso. New York non ha tetti, a meno che tu non sia lì sopra su quell’impero di grattacielo. I grattacieli non hanno tetti, hanno la misura delle nuvole.
Firenze ha i tetti rossi, arancio, mi hanno detto, ho visto nelle foto. Per ora li immagino solo, i tetti di Firenze.
Mercoledì diventano tutti miei.


LEGGI I COMMENTI (9)
PERMALINK