STO LEGGENDO
Codice da vinci DAN BROWN
Poesie d amore R.TAGORE.
non leggo tanto perchè lavoro...(see credaghe)...

HO VISTO
Ho un visto tanti bei film...

Che la pace sia con te...

Pallina mata
STO ASCOLTANDO
In questi giorni ascolto compilation che ho fatto...

Chemical Brothers

Franza Ferdinand

MITICI DAFT PUNK


ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Non è proprio abbigliamneto del giorno ma è quello che di solito uso...

ORA VORREI TANTO...
Il letto...

coccole...e invece niente


UN pò di meditazione...e invece niente

Dormiireee...e invece si gioca
STO STUDIANDO...
Macchè studio...
FUN CAZZEGGIO

Devo finire sta unipd non ce la faccio +++++++
OGGI IL MIO UMORE E'...

CAVALIERIIIIIIIIIII

ARIETE

IL MIO SEGNO
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Rendersi conto di essere soli... Di aver avuto accanto un Angelo... E di averlo ucciso... Di aver sbagliato e di non poter tornare indietro... Vivere sospesi tra l'indecisione e la paura... Ogni giorno ti svegli e lei nn c'è... e così per sempre... ti svegli, ma in realta dormirai per sempre senza lei accanto... Vivi la vita con una maschera per nn far vedere a chi ti stai accanto che in realta sei morto... Ti circondi di persone che nn ti conoscono perché loro nn possono vedere che hai perso la felicità... Un giorno era venuto un angelo per me e io l'ho ucciso... Nn ti scorderò mai Piccola...
MERAVIGLIE
1) Quando i gatti del quartiere ti riconoscono, si lasciano coccolare ogni volta che passi, ti fanno le fusa e ti accompagnano fino alla soglia di casa.
2) quando niente
cancella
l'amore...
nè i litigi
nè i chilometri
3) lo sguardo di lei...
4) Fare l'amore sentendo amore...
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Tuesday, March 07, 2006 - ore 12:02
Uhmmmmm
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Che dire scusate a tutti se ho trascurato il mio blog e conversazioni varie...Cmq mi sono fatto tanti giorni di studio a buon fine il che mi soddisfa e lavoro a gogo...Sono molto contento perchè ho ricevuto una buona notizia lavorativa per il futuro finalmente riuscirò a realizzare il mio sogno...
Sono triste perchè ho fatto una cosa che magari altra gente non avrrebbero il coraggio di farlo. Però questa persona è triste e a me non piace far stare male la gente ma non posso farci niente...

non è in spritz...
Ho letto un blog in particolare e sono rimasto un pò spiazzato...Va bhè non imp...Triste ma doesn’t matter...

THUMPER

ieri mi sono guardato il finale di questo film bellissimo...Un horror stupendo....
ROSEMARY’S BABY
di Roman Polanski


ho trovato un articolo su questo film... :
New York, estate ’65. Un’inquadratura dall’alto dell’appartamento dove si svolgerà il film ci introduce (e ci congederà) all’odissea mentale e fisica di una donna da poco sposata ad un attore di poca fortuna. I due, trasferitisi in un appartamento vittoriano del Bramford, grande palazzo al centro di Manhattan, non danno peso alle voci sulle morti sospette in quell’edificio. Dopo aver modificato pesantemente l’arredamento della casa cercano di adattarsi alla nuova vita entrando anche in rapporto con i vicini di casa, i Castevet, una coppia di signori anziani. Una ragazza ospite dei vicini si suicida gettandosi dal settimo piano. I rapporti con i vicini, nonostante l’accaduto, si fanno sempre più frequenti e intimi, malgrado una palese refrattarietà di Rosemary che comunque accetta la frequentazione, non volendo contrariare il marito entusiasta. Se possibile la presenza dei Castevet si fa ancora più forte quando Rosemary rimane incinta, dopo una notte in cui sogna (o, almeno in un primo tempo, crede di aver sognato) di essere posseduta da una demoniaca figura mostruosa. Rosemary vive quasi sempre in casa e diventa sempre più debole, dimagrendo anziché ingrassare. E’ assolutamente terrorizzata da qualsiasi presenza che venga a turbare la sua gravidanza che, nonostante fosse nei suoi progetti, non sa vivere altrimenti che come un incubo. Da questo momento Rosemary comincia a perdere la possibilità di avere fede e di fidarsi di qualcuno fino a cadere nell’angoscia più assoluta. In un primo momento perde la già debole fiducia nei vicini che le consigliano bizzarre diete e cure e che con la loro asfissiante invadenza la spossano e le tolgono energia; poi del marito, che al contrario di Rosemary sta passando un felice momento della sua vita data la fortuita cecità di un attore di cui egli ottiene la parte; dell’amico dottore che in un primo tempo sembrava darle ragione sulle folli cure dei Castevet; infine di se stessa, incapace di sapere se la sua vita è follia o verità. Sola, ancora più sconvolta dalla “scoperta” (attraverso un anagramma) che Roman Castevet è Steven Marcato figlio del mago Adrian Marcato, non trova più le forze per opporsi al vero e proprio sequestro del figlio appena partorito. Di lui vedremo solo gli occhi.
Vicenda di una donna dalla psiche in difficoltà e ossessionata dall’esterno (come in Repulsion) ma minacciata dall’interno, di un’appartamento che influenza-rappresenta i sentimenti dei personaggi (ancora Repulsion ma anche Cul de sac) è la storia dell’orrore della normalità e per la normalità, dell’angoscia che deriva dall’impossibilità di avere fede: in qualcuno, nella propria famiglia e in ultima analisi di se stessi.
Le figure genialmente tratteggiate dei Castevet, né primi né ultimi di una serie di inquietanti vicini di casa polanskiani, possono rappresentare l’ingerenza delle regole, la violenza della gerarchia vecchio/giovane, la falsità terribile del potere, la dittatura di chi vuole uccidere l’individualità ma Polanski non si ferma a descrivere l’orrore della prigione del matrimonio o, anche, della prigione della cultura della maggioranza.
Il regista, depurando il soggetto da ogni elemento che possa ridurre tutto ad un dibattito di fede religiosa ha prodotto un racconto in cui a non esserci non è solo la fede in Dio; tutto manca, la razionalità si sgretola, ogni metodo, posizione, idea fallisce. E’ il racconto dell’assenza tout-court. E’ la riflessione sulla mancanza assoluta di certezza, nel senso più ampio dell’ambiguità della percezione del mondo. Nel tentativo di raccontare tutto ciò il regista ha tentato in ogni modo di equilibrare gli elementi in gioco in modo tale da non dare modo allo spettatore di poter propendere con certezza verso il polo del sogno o quello della realtà. E i cinque secondi i buio che seguono una cena a casa di un amico della coppia (che aveva loro sconsigliato di trasferirsi al Bramford), sono lì esattamente a produrci il dubbio, l’equilibrio terribile, che è il nulla: l’impossibilità vertiginosa dell’interpretazione.
E, tristemente, non avrà bisogno di originali escamotage pubblicitari per aumentare la propria fama. L’uscita del film precede di poco, infatti, la morte di Sharon Tate, bellissima moglie del regista, barbaramente uccisa da Charles Manson folle satanista leader di un numeroso gruppo di adepti, delitto per il quale oggi sconta la massima pena.
Un’altra morte rese drammatica l’atmosfera dell’uscita del film poiché nel 1968 scomparve anche il grande compositore e musicista Krzystof Komeda, autore della colonna sonora e di bellissime musiche polanskiane, fin dal primo lungometraggio, Il coltello nell’acqua.
Non bastasse tutto questo a gettare sulla pellicola una luce inquietante, si deve aggiungere che il palazzo in cui si svolge la storia di Rosemary’s baby è stata l’ultima dimora di John Lennon, assassinato poco fuori da casa nel dicembre 1980.
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