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![]() Lleyton, 33 anni spritzino di cioccolato CHE FACCIO? non disprezzare ciò che hai Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
mercoledì 8 marzo 2006 - ore 20:46 l8 marzo: trasposizioni & realtà non trovo squallido andare a vedere uno strip. non capisco semplicemnte perchè le donne lo facciano solo l8 marzo. se voglio concedersi questa libertà, posso andarci quando credono, anche la vigiglia di natale. che cè di male? così come luomo è libero di regalare fiori ad una donna 365 giorni allanno. perchè ci deve essere per forza unoccasione comandata? il peccato è che la festa della donna sia ormai un involucro ben confezionato dal consumismo che guida la nostra società. anche la storia dellincendio alla fabbrica newyorkese è un pò frutto della fantasia romanzesca della nostra società. lorigine di questa "festa" è ben altra: (27 febbraio secondo il calendario non riformato) quando le operaie di Pietroburgo (Russia) manifestarono contro la guerra e la penuria di cibo (nellambito della rivoluzione di febbraio). molto probabilmente, per rendere più universale e meno caratterizzato politicamente il significato della ricorrenza, si preferì omettere il richiamo alla Rivoluzione russa ricollegandosi ad un episodio non reale, ma verosimile, della storia del movimento operaio degli Stati Uniti: lincendio dellindustria tessile Cotton. questa storia è un adattamento, fatto a fini propagandistici, di un fatto realmente accaduto ma con tempi e modalità leggermente diverse. New York, 1911, Triangle Shirtwaist Company. le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. lincendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. i proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile. io non ho mai regalato fiori a donna alcuna in questo giorno. mi limito a rispettarle ed amarle ogni giorno. a.m.o. PERMALINK |
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