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giovedì 9 marzo 2006 - ore 17:59
Perquisita la sede della Gea a Roma.Blitz disposto dai pm Palamara e Palaia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nel quadro degli accertamenti della procura di Roma sulla Gea e sul suo presidente Alessandro Moggi, alcuni militari della guardia di finanza hanno perquisito giovedì pomeriggio la sede romana della società di gestione dei calciatori. Il blitz è stato disposto dai pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, al fine di acquisire documentazione utile alle indagini, in particolare alcuni contratti di calciatori.
Le perquisizioni, che riguarderebbero diversi uffici della società, sono state disposte nellambito di unindagine che coinvolge in prima persona Alessandro Moggi. Lipotesi di reato è quella di concorrenza illecita con minaccia e violenza. In sostanza si deve stabilire se da parte della società esista labuso di posizione dominante. La delega della guardia di finanza, secondo quanto si è appreso, riguarda in particolare lacquisizione dei contratti di cessione di Fabio Liverani, dal Perugia alla Lazio, e quelli dei calciatori Nakata, dal Perugia alla Roma, e altre compravendite gestite dalla Gea come quelle di Fresi, Zalayeta e Amoruso.
Linchiesta raccoglie una serie di denunce presentate nel tempo che puntano il dito contro il cartello monopolistico della Gea World nel mondo del calcio. Al centro degli accertamenti dei pm Palamara e Palaia, tra laltro, i pagamenti in nero per la compravendita di giocatori. Lindagine ha preso nuovo impeto alcune settimane fa, quando i figli di Luciano Gaucci, ex patron del Perugia, nel corso di un interrogatorio, hanno confermato le accuse e le dichiarazioni fatte ad organi di stampa da Luciano Gaucci in merito ad una presunta regia di Capitalia e della società Gea, sul crac del Perugia.
Gaucci aveva detto, dal suo "rifugio" di Bavaro Beach a Santo Domingo, che "il calcio italiano è tutto taroccato, tutto in mano alla Gea: torno tra un paio di mesi e farò la guerra a chi la merita". Lex patron del Perugia aveva aggiunto che linchiesta da cui è scaturito larresto dei suoi due figli "è una vendetta di Geronzi e quindi anche lui deve pagare. Si sono coalizzati Carraro e Geronzi per affondarmi". I riferimenti a Geronzi e alla Gea sono stati poi smentiti dal gruppo Capitalia. In proposito le dichiarazioni sono state definite "diffamatorie e prive di ogni fondamento". Il gruppo bancario inoltre ha annunciato di voler adire le vie legali nei confronti dellex patron del Perugia.
La procura di Roma vuole verificare quanto raccontato da Gaucci, in particolare, sulla cessione di Fabio Liverani dal Perugia alla Lazio. "Un affare da 25 miliardi di lire - ha sostenuto Gaucci - per cui sono stato costretto a pagare il 15% alla Gea di Alessandro Moggi e Chiara Geronzi. Sono andato personalmente, accompagnato dal mio autista, quattro, cinque volte nellufficio Gea al centro di Roma. Ogni volta portavo con me una valigetta stipata di contanti. Alla fine, ho versato 3 miliardi e 750 milioni di lire in nero. Sono stato costretto, mi hanno puntato una pistola alla tempia: se non davo quei soldi alla Gea laffare non si faceva. Sono stati loro a far crescere la valutazione di Liverani da 20 a 25 miliardi di lire e poi hanno indicato loro la percentuale della mediazione: intrattabile. Cragnotti neppure lo voleva Liverani".
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