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Friday, March 10, 2006 - ore 21:21


Un enorme grazie
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci stavo ragionando poc’anzi: in un mondo sempre più a rischio di venir contaminato dal buon gusto, è doveroso porgere i nostri ringraziamenti a chi quotidianamente si opera con tutte le proprie forze per fare in modo che ciò non accada.

Ringraziamo quindi il nostro splendido adattamento italiano: è bello andare al cinema con la certezza che un "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" verrà prontamente trasformato in Se mi lasci ti cancello. Grazie al rutilante Se scappi ti sposo ("Runaway Bride", raro esempio di adattameno perlomeno vagamente pertinente) abbiamo potuto infatti avere capolavori della trasposizione come questo, o come l’agghiacciante Se mi investi ti sposo, per quei poveracci degli americani "Elvis has left the building".
La cosa che un po’ spaventa, però, è il prendere atto che i poteri degli adattatori italiani trascendono anche il continuum spazio-temporale: dopo un orrido "Ginger Snaps Again: the Beginning" prontamente reinventatosi Licantropia, l’home video italiano ha visto anche il primo episodio delle tragicomiche avventure della cara Ginger. Il titolo? Ma Licantropia Evolution, no?
Se poi volessimo addentrarci nell’intricato mondo dei kung-fu movies degli anni settanta pur limitandoci solo all’ersperienza di Bruce Lee, ci troveremmo di fronte, in sequenza, a "The Big Boss" (Il furore della Cina colpisce ancora) a "Fist of Fury" (Dalla Cina con furore). Sensato, no? Chiude in bellezza la carrellata L’Urlo di Chen terrorizza anche l’occidente ("Return of the dragon").
D’altra parte, il contraltare del Maestro non subisce certo un trattamento di riguardo: dopo "Rush Hour" e "Rush Hour 2", affiancati rispettivamente dai sottotitoli *completamente inventati* Due mine vaganti e Colpo grosso al drago rosso, il povero Jackie Chan vede coronato un po’ il sogno di tutta la sua vita con Pallottole Cinesi ("Shangai Noon") e Due cavalieri a Londra ("Shangai Knights").
Il cinema d’animazione non è di certo esente da questo fenomeno dilagante: "Sen to Chihiro no kamikakushi" di Miyazaki si è riscoperto prima "Spirited away" e poi, finalmente, La città incantata nel nostro Bel Paese. Nemmeno le serie animate si salvano, e grazie alla onnipresente Alessandra Valeri Manera abbiamo potuto godere nel tempo, tra l’altro, di un Cara Dolce Kyoko ("Maison Ikkoku") Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina ("The Slayers"), Una porta socchiusa ai confini del sole ("Rayheart"), E` quasi magia Johnny ("Kimagure Orange Road"), fermandoci qua per decenza.
A questo punto verrebbe da dirsi, quasi come estremo conforto, "ma i libri, almeno i libri, sono esenti da questa sistematica puttanizzazione!".
ENNO`.
La gentilissima collana Mondadori "Urania" ci ha elargito nel tempo grandiosità quali Tempo di mostri, fiumi di dolore (al secolo "World Enough, and Time"), o l’indimenticabile L’orrenda invasione ("The day of triffids"). Ma chi non ha mai letto il capolavoro di J.D. Salinger? Come si chiamava? Ah... Il giovane Holden, no?
Per concludere, una chicca storica: Richard Powell. 1959. "Pioneers, go home". Vacanze matte.

Grazie, di tutto cuore.






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