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Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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Sunday, March 12, 2006 - ore 12:16


Firenzismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questa foto, ad esempio, potrebbe essere stata scattata ovunque. Invece no. Io e Maury sappiamo che è stata scattata a Firenze, il 9 marzo, e che nonostante la totale assenza di sole era una bella giornata, luminosa e tiepida. Che eravamo in Piazza della Signoria, che era tarda mattinata e la colazione era stata abbondantemente digerita con una lunga rilassante camminata per il centro. Che volevo fare una foto insieme, da soli si fanno solo primi piani, tenendo la macchina con la mano e il braccio teso per inquadrare il più possibile, ma avevo appena zummato la macchina sul David, e mi ero dimenticata di rimettere la funzione normale…





Una camera favolosa chiamata l’Esotica (camere a tema, decorate ed arredate con un gusto delizioso) e due padroni di casa strani, pittoreschi oserei dire. Ma disponibili, cortesi, simpatici, straordinariamente limpidi in ogni manifestazione e puri, semplici, puliti, disintossicati da tecnologie e supermercati.



Di foto in cui si vedano i palazzi, il panorama, scorci di chiese campanili e mercati, ne ho fatte a valanghe. Piazza del Duomo è diventata per me una tale ossessione che l’ho fotografata in tutti i momenti della giornata, e con le più svariate condizioni atmosferiche. Mi sono resa conto dell’impressionistica formazione e combinazione inconscia quando a casa le ho controllate meglio.









E quel ragazzo con la mano sul viso, che io fotografavo Maury e lui mi ha notata e si è coperto la faccia ed ha iniziato a correre, è scappato, girandosi a guardarmi con due occhi straniti, impauriti, offesi. Ma non ho fatto in tempo e l’ho fotografato lo stesso, di fianco a Maury, davanti alla casa di Dante. E io che corro con la testa molto più che con le gambe mi sono inventata un sacco di storie su di lui, tipo che aveva paura che io gli rubassi l’anima con quella foto, o che tipo era ricercato dalla polizia e non voleva essere riconosciuto né immortalato in nessun tipo di istantanea. Quindi per rispetto non la metto.

E la panoramica più difficile e rischiosa di sempre, arrampicati su un muretto del Belvedere, sali che ti tengo io, fra insetti girini stagni fogliame ramaglie sterpaglie.



E un museo, Il Museo D’Italia. Peccato per la disorganizzazione di fondo, ma me lo sono gustato a ogni passo, a ogni angolo di corridoio, in ogni respiro vasariano.



Che bella Firenze. Che eleganza, che classe. Niente abusi, niente palazzacci di cemento e persiane marroni e beige. Assetto rinascimentale, urbanistica semplice, linda, liscia, a misura d’uomo. Finestre belle, strade belle, edifici belli. Che città calcolata e naturale, che bella. Bella nel senso puro del termine bello, bella bellissima. Con i tetti arancioni, bassi e piccoli. Con l’odore di carne e pelle, di bistecche e arrosti, di borse cinture e portafogli, di bancarelle e negozi. E quel sottile odore, come una linea di fumo, che la attraversa tutta. Quell’odore di storia, di studio, di arte. E non mi stupisco più di nulla, mi pare tutto chiarissimo. Come aver studiato per 3 giorni ininterrottamente.



[Hai stato tuuu!!! Che sei distrutto nostro ammoreeee!!]

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