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Monday, March 13, 2006 - ore 10:38


la terra
(categoria: " Cinema ")


Ieri sono andato a vedere ’la terra’ di Rubini

ci sono molte scene girate in questa masseria vicino Nardò (LE):



bellissima.. ma soprattutto mi sono subito accorto che io in quella masseria ci sono stato quasi per caso..

ero in vacanza in Salento e stavamo disperatamente cercando una sagra dove suonassero la pizzica..

per caso vagando in macchina ci siamo fermati ad un incrocio su una strada sperduta ed abbiamo letto un manifesto mezzo strappato che perlava di una sagra in una masseria nelle vicinanze..

era notte, aperta campagna senza una luce se non i lumini che illuminavano il vialetto d’accesso alla masseria fino al cortile dove una moltitudine di persone bevevano vino, mangiavano pane e salsiccia e soprattutto ballavano la pizzica suonata da un gruppo di bambini sopra un carro di legno..

Insomma una festa bellissima..

e bellissimo è anche il film in primo luogo per l’ambientazione..
riporta ad una dimensione che io ho sempre sentito fortissima quando sono stato in salento.. ma non solo, in tutto il sud in generale: il contatto con la terra, con le tradizioni, le emozioni, la fisicità che nasce dall’appartenenza forte ad una cultura in cui la dimensione fisica, sanguigna, muscolare si fonde con la dimensione spirituale..
tutto questo l’ho percepito fortemente quella sera in quella masseria in cui vedevo donne che giravano su loro stesse vorticosamente ballando un ritmo incalzante e indiavolato.. a piedi nudi sulla terra battuta in mezzo ad una nuvola di polvere... quella sera tutte le donne mi sembravano belle e ’fisiche’ c’era una atmosfera adimensionale e atemporale che ti faceva sentire appartenente a quella terra, sperduta nel niente, sulla quale stavi camminando.. non so spiegare...

e tutto il film si snoda lungo questo filo conduttore.. i caratteri di un sud visto con gli occhi di chi vi è nato ma non cresciuto ci sono tutti: l’apparente irrazionalità.. assurdità di certe situazioni in cui si trova a vivere il protagonista parole non dette ma ’fatte capire’, segreti.. la sensazione di essere sbarcati in un modo dove ’sono tutti impazziti’, una natura con la sua prepotente bellezza...

..per poi giungere alla consapevolezza che ritornando alle proprie radici, alla propria terra, che si riprende violentemente ciò che ha generato, improvvisamente tutto assume la sua logica se inserito nel suo nuovo (per il protagonista) ma ancestrale modo di vedere la vita e pensare le cose.

la terra dà la terra si riprende e la terra instaura pericolosamente rapporti conflittuali tra le persone.. tanto che per riprendere la ragione alla fine l’unico modo è disfarsi della terra stessa per non esserne schiavi.

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