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Monday, March 13, 2006 - ore 15:57
Mah... periodo strano questo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non so perchè, ma faccio mio un senso di precarietà che non avevo mai sperimentato, poichè me frego bassamente di
quasi tutta la realtà che scorre in televisione... E una situazione che va avanti da qualche mese... Si incomincia con i
moti rivoluzionari nelle banlieu francesi, e si arriva alloccupazione della Sorbona, per protestare manifestando più o meno
pacificamente proprio contro il precariato sociale... Adesso il mezzuomo governatore della terra in mezzo ai mari, comincia
a sclerare, notando che il complesso mafioso che lo manteneva al potere, si sta sgretolando come un castello di carte, adesso
che non ha più la voce in capitolo che aveva quando la fine della legislatura era lontana, tutti i nodi stanno venendo al pettine,
poichè la magistratura non può essere zittita da lui, come sarebbe capitato un paio di anni fa... Giustizia ad orologeria, la definiscono
gli onesti rappresentanti della destra al potere, orologeria? Non è che magari, non è più zittita e può dire finalmente la verità?
Prodi non ha bisogno di una campagna elettorale, sta facendo autogol su autogol, il nano... come ieri, che ha abbandonato lo
studio della trasmissione "in mezzora" condotta dallAnnunziata, dicendo "non gioco più, cattiva, adesso vado via! Lo vado a dire
a mio papà o al mio amico Bettino" poi si ricorda che sono morti entrambi, e che sè guardato bene dal farli resuscitare, come quel
dio che si crede... Mi sembra un momento in cui ci si ferma, come un attimo prima dellesplosione di un petardo, e si aspetta il
botto e quello che ne conseguirà... Ho qualche timore, ho visto di cosa si rendono capaci gli uomini al potere, aspetto e intanto
mi paro il culo, da buon anarchico... E sempre da buon anarchico, organizzo mentalmente una reazione agli attacchi di questa
finta democrazia (intesa come mondiale, beninteso), dicendo in parafrasi, una frase sentita chissà dove: "mai dare ad un anarchico
un motivo di vendetta" anche perchè dopo diverrebbe un no-global... bisogna chiamare le cose con il loro nome, non mi stancherò mai
di ripeterlo, a costo di diventare noioso e ancora più testa di cazzo di quanto non sia, ma i giornalisti sembra che siano pagati per
fornire uninterpretazione propria o ancora peggio governativa del vocabolario italiano... mah... alzo la guardia e aspetto...
Articolo 31-Il mondo dove vivo
Accusami di tutto io sono colpevole a volte ho infierito su chi era più debole, ho infranto delle regole,
non sono l’ideale che magari ti aspetti, ma io rifletto in pieno il mondo dove vivo, specialmente i suoi
difetti, se è vero che si nasce puri poi ci si sporca crescendo, è difficile restare puliti nuotando tentando
di uscire dal fango, sono io il primo a dire che sono sbagliato, ma la mia condotta è il risultato di ciò
che mi hanno insegnato, che quindi almeno mi sia tolta la metà della colpa che mi si faccia restituire
almeno metà della merda raccolta, c’è chi mi ha detto che i soldi non contano alla fine più di un tot, a
me sembra che la storia quaggiù giri tipo juke box, se non infili la moneta non funziona, la musica non
suona e c’è ancora la persona con la zappa e quella con la corona, quindi fin da piccolo ho capito che
dovevo fare quello che potevo per arrampicarmi sulla vetta del mondo dove vivo;
Rit.: Ti può sembrare una visione egoista e io eccessivo e negativo, ma non è un parere ciò che devo
fare per non cadere. Io sono realista questo è il mondo dove vivo e se ne conosci un altro fammelo
sapere.
Vivo di ciò che mi nutre e allo stesso tempo mi inquina, spesso mi trovo a fare mattina sul fondo di una
lattina e non c’è medicina per questa malattia, il virus corre tutti i giorni nella via sotto casa mia, il
menefreghismo, l’egoismo, l’arrivismo tanti gremlins sotto le candide spoglie di un intero organismo,
gente allo spasmo che tenta di venire fuori facendosi un mazzo tanto criticati, ostacolati da chi ci ha
sempre avuto chi pagava il conto. Ieri ho pensato a un mondo di pace, senza un nemico, senza un
confine, senza il concetto di straniero, era un bel pensiero, ma io non c’ero e comunque li non sarei
servito a niente, io sono un delitto con l’odio come movente e il rancore come attenuante. Così
m’hanno voluto, così m’hanno cresciuto, tutto quello che c’ho avuto l’ho ottenuto senza aiuto, se non
dalla famiglia dai fratelli che erano con noi prima dei dischi d’oro, quindi ora è solo con loro che divido
i frutti del mio lavoro;
Rit.
Rit.
Essendo un paradosso vivente nel mio egoismo credo nelle idee di condivisione, credo che un giorno
una nuova coscienza di massa ci porti a stare tutti bene, ma so anche che ci vorrà parecchio per farlo,
so di sicuro che io non sarò ancora in vita per vederlo, a me e a quelli come me tocca fare il possibile
per trovare un metodo infallibile, per ritagliare dentro ‘sto macello insostenibile un oasi vivibile a patto
di portarsi addosso il peso di un odio tangibile, non che mi piaccia, ma così sarà finché la legge della
banconota sarà indiscutibile. Quindi io mi sbatto per la salute del mio pezzettino che sommato a tutti gli
altri dà risultato il mondo rendo un posto migliore, la mia vita e quella di chi mi sta accanto, quindi
sarebbe già un buon punto se tutti facessero altrettanto, ma nel frattempo devo pensare alle regole
che mi hanno fatto imparare, a quella parte del codice da non tramandare, che dice di difendere ciò
che è mio e che ti dice dopo vengano gli altri: prima io!

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