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Wednesday, March 15, 2006 - ore 18:49


MARLBORO ROSSE
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Inseguo pensieri che inseguono pensieri con il naso lungo. Mi parlano di noi e di quanta falsità si annida come insidia nella mia indifferenza. Ho pena e amore per me stesso, mentre brancolo e brandisco la maschera di sfida e delusione: carezzo lo sghembo Pierrot che tengo sulle ginocchia e ne distillo parole, vino di campagna e mercurio. Sono vita che rinasce e morte adolescente che rincorre la felicità su un cinquantino.
Mi ritrovo vuoto e penso a quella sera che: io e te, il cuore magico e religioso di una panchina, il pozzo dentro di noi e il sacro in fondo a noi, come pianura rovesciata agli astri e gaudente. Stellina…! Ti penso e non ti immagino diversa da come sei. Ti penso così forte che anche tu dovresti, anche se tutto tace. Ti penso e poi mi impongo il triste silenzio delle liriche più care.
Sono fuggito di casa, stasera, per stare solo col pensiero di te. Stringo amicizia con le cose e faccio pulizia delle mie viscere emotive: ci ho trovato ragnatele, divinità defunte, fiducia e compromessi. Metterò tutto dentro un baule bianco e un giorno o l’altro te lo troverai tra i piedi.
Ci conosciamo da prima. Pensa a Platone, alla metempsicosi: nel cerchio che sviluppa se stesso lungo la cresta di un crinale, c’è un momento in cui siamo pienamente; in cui siamo tutto con il tutto e, come elementi essenziali di un ordine supremo, suoniamo le nostre corde senza spellarci le dita. Poi cadiamo, liberi e umani, arbitrari come vagabondi che tracciano progetti sugli argini.
Ti chiedo solo: lasciati amare ancora, prima che l’effetto di questo centro di malinconia trasandata finisca; prima che restiamo scalzi sopra le nostre colpe. Perché tu non saprai chinarti su di me, né su chi devi. Perché per te ci saranno medici e infermieri inutili, mentre per me ci sarai ancora tu – la mia religione, il mio naufragio, il mio testamento, la mia intenzione ad essere migliore.
Intanto il quartiere si anima, intorno. Gli adolescenti spuntano dalle loro tane pronti a condividere parole e omissioni, come anch’io sapevo fare un tempo. Tutto torna e tornerà. Tutto accade e accadrà sempre in funzione di una lei, compreso questo aroma di Zippo, incenso per profani, con cui riprendo a fumare; compresa la linea rossa tra noi che non si vede, ma sarebbe bello spiegare.



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