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Thursday, March 16, 2006 - ore 13:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Uscita dal cinema (ho visto Lady Vendetta, lo consiglio a tutti), ero in auto con la mia amica Sara e parlavamo di Erasmus e vita universitaria. Non so come mi chiede “ma io secondo te farò mai la vera vita universitaria?”, io rispondo “No, perché un po’ c’hai troppi pensieri e un po’ perché sei a Udine”, e lei fa “Cioè?” e io “In poche parole, Udine non è Padova…”. Un discorso praticamente all’ordine del giorno per noi Udinesi fuori sede a Padova. Però questa volta ho sentito qualcosa dentro, che tenterò di spiegarvi.
Credo di essermi come dire “innamorata” di Padova.
Incomincio a voler bene a quei poveri operai che lavorano per il metrobus in corso Vittorio Emanuele; gli autobus stracolmi inizio quasi a tollerarli; sorrido quando sento le vecchiette alla fermata lamentarsi per il degheio che fanno gli studenti al mercoledì sera; adoro passeggiare per le viette nascoste del Ghetto; starei ore seduta in Prato della Valle a guardare il Santo che si intravede tra i palazzi; come i veri padovani, quando rimango a PD il sabato, è immancabile una passeggiata al mercato in Prato; ogni tanto mi ritrovo a parlare veneto; poi mi piace il fatto che la gente sta fuori dai locali a bere lo spritz anche in inverno, per il puro gusto di stare assieme; le biciclette parcheggiate anche su per i muri sono quasi poetiche; quando scendo dal treno arrivata a Padova mi sento felice perché a Padova i problemi di Udine li posso mettere in stand-by; le iniziative culturali a PD sono continue; insomma a Padova sto da dio.
E poi vogliamo parlare della vita universitaria? I locali, piazza Spritz i biglietti dell’autobus, i turni-pulizie, gli appunti, le lezioni, IL MIO BELLISSIMO DIPARTIMENTO, i professori e i loro assistenti, le mie coinquiline, i colleghi universitari, gli “amori” universitari! E’ come se mi fossi creata una nuova famiglia su misura. Giuro che farò quanto in mio potere per trasferirmi a PD definitivamente…e voglio rimanerci anche a lavorare se posso!
Chiedo scusa se vi ho tediato, ma dovevo questo “inno” alla città che mi ha reso così felice!
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