(questo BLOG è stato visitato 727 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Thursday, March 16, 2006 - ore 20:32
Giorgio e il travione
(categoria: " Ricette ")
Giorgio è lì, seduto sulla sponda del letto, nudo come una betulla nuda e crudo come tre etti di prosciutto sandaniele, mentre al lato dell’etto dorme beato uno spondo dell’altra sponda, biondo/a/um di capelli di parrucca e con le labbra rosso peperone rosso che macchiano di sangue di smalto rosso le coperte rosso sangue sfatte di sesso e d’amore comprato. Dorme e bea, ronfa e borbotta frasi sconnesse e connesse con esse lascia la scia, di guancia sul guanciale, al gusto di sperma tabacco e brutte speranze un rivolo vivo di bava beccaris cannonando dodipetto col petto di uomo, il cuore di donna, le tette di silicio o giù di lì. Giorgio lo/a/um guarda, negli occhi lo iodio di un mare di un odio di un frocio che odia chi lo fa frociare, la moglie cornuta i figli che dormono tre nei lettini il cane la casa il mutuo il lavoro il cazzo barzotto di orgasmo infranto, pensieri di sale di vino e di treni, le mani trenanti di morta morale adunche protese sul collo gallino del bìmbo la bìmba il bìmbum dormiente tradito da un corpo nato sbagliato, giusto una ipsilon di troppo, pendulo e putrescente, marcito da dentro, che puzza la puzza dei mali del mondo del bene e del male che ammorba i sogni di chi vuol sognare. Giorgio l’afferra, il coccolo trans, gli stringe il collo, gli tappa il cervelletto coll’unghie gialle dei pollici, le dita a strozzare la gola di basso. Sogna il travione, e in sogno sogna di sognare d’annegare nel mare di merda in cui è nato e vissuto, trainato dal masso dell’enorme budello di notti di letti di cazzi succhiati inculate e schiaffi taci puttana. Si sveglia dal sogno, si sveglia dal sogno, e sogna ch’è un sogno morire asfissiato dalle mani d’acciaio di un povero cristo di Giorgio che ha dato il culo alla vita invece di prenderla di dodipetto, e annaspa nell’aria di acqua le braccia scomposte e afferra fantasmi di spettri di vuoto. Giorgio intanto gli/le/? è a cavalcioni, l’ingroppa sgroppa gli pone in pene turgido di voglia e di omicidio preterintenzionale, galoppa il travy che muore due volte, una volta annegato e una volta di nuovo e di nuovo aperto in due da una libido che magari si sarebbe anche evitato, ecco. Piange il travy come un vitello, piange e s’avvinghia nel grave budello mentre Giorgio se la spassa. Muore e rimuore di culo e di boccapolmoni, Giorgio coita e lo riempie di schifo scaduto da anni di finto perbenismo e di partite domenicane di golf col capo, accidenti signore veramente un bel tiro. Muore e rimuore, il viso riverso verso il cuscino sbavato di bava, sudata lumaca imbrigliata nei lenzuoli di un rosso che fa male a guardarlo. Muore e rimuore, la faccia a pallone, blu come il grandepuffo, blu come un cielo generozo d’ozono, blu come il mare dipinto a pastello su un foglio del sacchetto del pane da un bambino grassoccio col naso che cola e le mani unticce di cera. E intanto Giorgio sburra come un idrante nei meandri del tranz col cuore di donna fermo già da mò, eiacula e viene e si svuota e viene di nuovo, finché di lui non resta che una pellicola di pelle con un cazzo barzotto attaccato.
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK