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Saturday, March 18, 2006 - ore 15:20
Fantasmi di ieri
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono giornate in cui non sai dove buttarti.
Perchè magari è anche strano che non hai un cazzo da fare, quando di solito sei sempre di corsa di qua e di là, e non hai mai il minuto per dire sto un attimo tranquillo.
E in queste giornate può darsi che ti capiti di vedere riaffiorare dalle nebbie del tempo dei fantasmi di ieri.
E anche chi li acchiappa.
E lì non ci sono più tutte le puntate che puoi aver scaricato, tutte le videosigle che puoi aver trovato in giro nei siti internet più insulsi a farti ragionare.
Ci sei solo tu, che ti vedi il calcio nel culo dello scheletro gigante del marchingegno che cambia i vestiti, la Fantabuggy che porcona perchè succede qualcosa che non dovrebbe succedere, Scuotiossa che si caga sotto e Ghigno che si incazza. E ritorni a quindici anni fa, sul divano di tua nonna che guardi i cartoni animati, con meno fretta, meno stress, magari più compiti da fare e magari con qualche "vien via da chea teevision che te te sassini i oci". E pian pianino ti sembra di andare a fare un giro nella vecchia barchessa, a prendere i formicaleone con i pezzi di paglia, o nel pollaio a fare le granate con il granturco e i raudi convinto di essere P.E. Baracus.
E adesso no. Perchè La barchessa non cè più, non ci sono più i formicaleone, nè il pollaio, nè i raudi. E nemmeno tua nonna. e nemmeno tu sei più lo stesso. Non hai più i tuoi nove anni, non hai più compiti da fare, però hai tante altre preoccupazioni, probabilmente molto più grandi di quelle che avevi una volta. E come se non bastasse un periodo "un po così" ti butti ancora più giù.
Epperò poi magari pensi che è inevitabile, che non si può tirare avanti 20 anni a fare il simpaticone sempre senza problemi, che prima o poi devi anche tu cadere un attimo, e non puoi essere sempre il personaggio sgargiante con la battuta pronta, che un pochino si esalta quando è messo con le spalle al muro, forse perchè cresciuto col mito di gente tipo Hiroshi Shiba, o Stallone, che nei momenti peggiori riuscivano sempre a cavarsela in qualche maniera. Anche se questo ti capita in uno dei momenti che a memoria è uno dei più belli della tua vita.
Però. Cè un però. Meno male.
Ad un certo punto rileggi quello che hai scritto poco fa. quello dove parli di un personaggio. E vedi che quello sei tu. Che, certo, non può essere sempre così, ma che in fondo ci sarà uno stupido motivo di merda se lo sei quasi sempre stato nella tua vita, no? E per quanto possa spaventarti magari il periodo insulso che stai passando sai che prima o poi ci sarà la svolta, magari non te ne accorgerai neanche, magari sarà una cosa lunga, magari vaffanculo se smetti di pensarci è anche meglio. E cancelli tutto il papiro che hai scritto senza neanche ricordare CHI SEI.
Perchè ti rendi conto che se tu sei quello che si esalta con le spalle al muro, beh caro mio, adesso mi sembra proprio che ci siamo.
E poi vedi mai, magari ti ricordi anche che la gente che ammiravi da piccolo non se la cavava quasi mai da sola. Quante volte Banjo aveva bisogno dellaiuto di Garrison per "uscire dai guai"?
E alla fine pensi che sì ok, magari adesso hai più casini, ok, adesso hai più responsabilità, ok, adesso hai questa insulsa incudine sullo stomaco e non sai come cazzo togliertela, e cazzo, non sai nemmeno come ti è venuta, però non sei da solo.
Perchè hai una famiglia che non serve solo a romperti le balle quando fai tardi, o quando gli rubi il salotto per vederti un film.
E in più hai degli amici. Persone che avresti voluto avere con te da sempre, ma che purtoppo hai conosciuto tardi. Epperò non importa, perchè ti sembra di conoscerli da una vita. E anche se loro non lo sanno, i aiutano. Con una telefonata, un messaggio, due parole in velocità in messenger, e sai che anche loro stanno come te, o ci sono passati. E li senti come se fossero i tuoi fratelli e le tue sorelle. E vedi che anche loro sono parte della tua famiglia.
E lì ti viene in mente una frase.
"Gli amici sono la famiglia che scegliamo per noi stessi".
Un regalo meraviglioso da una delle persone più importanti che tu abbia mai conosciuto nella tua vita. Perchè ti ha regalato la verità.
E quando ti rendi conto che la persona che ti ha fatto questo regalo è ancora nella tua vita, e che anzi, lo è più che mai, e sai qualè il legame incredibile che vi lega...
Sorridi.
Magari con gli occhi gonfi, perchè sei così pirla che ti commuovi pensando a quello che stai scrivendo, ma sorridi, rendendoti conto che quel mattone intanto ti ha lasciato, magari non per sempre, ma adesso sì. E allora magari chiudi tutto e vai a fumare una sigaretta fuori, non dico contento, ma quantomeno sereno.
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