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Sunday, March 19, 2006 - ore 19:16
E spiritu, in versis
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi persi nel vento che soffiava tra i capelli
Duna ragazza sparsi, il cui nome non sapevo;
Il raggio stetti ad ammirar divino che scendea
Sul suo volto da uno squarcio nel grigior del cielo.
Si fermò poi la brezza per un istante eterno
E forse con ella il tempo stesso capriccioso;
Mi vidi rigido nel repentino sussulto
Che trasmise il baleno alle membra mie fiaccate.
Il tiepido rossore del sol di primavera
Che dolcemente scalda le gote intorpidite;
Il pallido colore della tremula fiamma
Che illumina il viandate nelle notti senza stelle.
Il sordo rumore di campane sulloceano
Mentre la nave solcava quella bianca spuma
Udii sonar, e fu vertigine sulla torre
Che dominavo senza avervi messo piede mai.
Mi narrava la musa venti versi dispersi
Nei venti che la chioma facevan sussultare
Divina di quellesser fatato, portentoso
Che stava nel silenzio immerso, e che sognava.
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