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Monday, March 20, 2006 - ore 19:53
mio marito
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La testa di mio marito è pesante e floscia, nel viaggio di andata sta appoggiata sulla mia spalla. Lui dorme profondamente, nel rumore dellautobus, inspiegabile per una persona normale, normale per mio marito. Beve troppo, e anche se non bevesse negli anni è diventato stupido e ottuso, e siamo a queste scene; io ferma con la sua testa sulla spalla, un alone di saliva sulla camicia bianca.
Al sedile a fianco del mio, girando la testa, vedo lAntonietta, la mia amica, parla con la vicina di posto.
Piacerebbe anche a me parlare con loro, ma con la testa sulla spalla non è possibile, il corpo di mio marito è fra di noi e se lo sveglio è peggio. Si metterebbe a urlare e a insultarmi, e farebbe la corte allAntonietta.
Lei poveretta me lha detto, e me lha detto anche lAldo, suo marito, ma non serviva neanche. Mio marito le ha già messo le mani addosso, poi lo fa con tutte. Anche con me presente.
A un certo punto la saliva di mio marito passa anche la canottiera, la sento sulla spalla. Mi monta un po la nausea, ma non ha senso muoversi. La cosa migliore è chiudere gli occhi, fare la faccia rilassata, con la bocca ben chiusa e dritta, e far finta di dormire.
Queste gite organizzate per noi anziani sono perfette per svagarmi. Nei momenti in cui mio marito fa il mona con qualche suo amico o con la cameriera io sto un po con lAntonietta e con le amiche. A casa avrei qualche nipote, di quelli mia nuora ne fa più di una coniglia, e io sono senza macchina. Se sono a casa di vedere gente non se ne parla. Qua almeno, fatta la conta dei morti e dei vivi, almeno si sta in compagnia.
Stasera invece mio marito non mi vuol far vivere. Ha bevuto, e tanto; prima giocando a carte, adesso a tavola. Ha infilato le mani sotto la gonna dellAntonietta, che adesso si è seduta lontana. La chiama, urla. Io non ho il coraggio di alzare gli occhi e guardarlo, né di guardare nessun altro. Non riesco nemmeno a mettere le mani sopra al tavolo. Le posate sono là, non le ho toccate dopo i primi bocconi. Primo, secondo, contorno e dolce, i camerieri portano e buttano tutte le mie ordinazioni. Sembra anche roba buona, ma semplicemente non riesco a muovere le braccia per mangiare, non riesco a muovere in avanti il busto. "Porto via, signora?" chiede un cameriere. Me ne accorgo solo quando lo ripete toccandomi la spalla. Mio marito è rosso per via del vino, chiama lAntonietta "bella bionda" e nella stanza nessuno parla. I camerieri dellalbergo si guardano e ridono piano.
Adesso non ho il coraggio di aprire la porta della camera. Prima ho trascinato mio marito su per le scale con lAldo. Gli ho giusto detto grazie, che gli dovevo dire? O troppo o niente.
Adesso lui è fuori, pensavo dormisse, mi hanno svegliato gli strepiti in corridoio. È la voce di mio marito, quella delle grandi occasioni. È la fuori, me lo vedo: davanti alla porta dellAntonietta che batte e urla.
Allimprovviso mi irrigidisco, deve aver buttato giù la porta, gli strepiti aumentano, adesso si sente anche lAldo. Sono due camere avanti alla mia, il rumore è forte, impossibile che gli altri dormano. Anzi, saranno anche usciti tutti. Quanto gridano! Si aggiungono anche altre voci, quelle degli altri, ma mio marito urla più degli altri.
Bussano da me ora, sono dura e legnosa, una gamba addormentata mi prude. Quando apro la porta due che conosco appena mi spostano da un lato, portano mio marito che biascica e scalcia. Ha i pantaloni calati e il viso pesto.
Entra lAldo, e dietro di lui lAntonietta. LAldo urla a mio marito, lAntonietta lo prende per la spalla, ha la camicia da notte strappata e un segno sul braccio. Mio marito scatta spingendomi da un lato, batto con la faccia sullo stipite. Devo essermi tagliata perché sento che cola un po di sangue. LAntonietta mi porta un asciugamano, hanno bloccato mio marito sul letto, intanto lacrime e sangue mi sono arrivate alla bocca. Sono piegata su una sedia, vicino alla finestra, lacrime e sangue hanno grosso modo lo stesso sapore salato.
questo mi sembra migliore
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