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martedì 24 giugno 2003 - ore 15:02
Senza titolo - 3
(categoria: " Pensieri ")
Solo in mezzo a tante persone. Capita, a volte. Sei con persone care, la serata è bella, ma ti succede. Parti con un sorriso e la tua testa inizia a viaggiare. La testa fa più kilometri in un secondo di quanti ne riesca a percorrere la pallina del mouse in un anno, il mouse però quando è esausto lo cambi, la testa più si stanca di viaggiare più trova la masochista forza di avanzare per inerzia. Prendi il primo bicchiere, guardalo, leggi l'ombra che ci trovi dentro, inizia a far scendere il prezioso nettare lungo ogni centimetro del tuo corpo, cospargilo di alcolico e lascia che sia la cartina tornasole della tua serata. Usa le tue papille gustative per apprezzare quello che stai ingurgitando e contemporaneamente per non pensare a perchè lo fai in realtà e quante volte ti è già capitato di farlo. Deglutisci, sentilo correre nel tuo stomaco, pensa a tutto quello che verrà assorbito e farà l'amore con il tuo sangue fino a diventare una cosa sola. Pensa ai tuoi neuroni meravigliati o forse già assuefatti a questo spettacolo, alla serotonina che strabiliata non sa più come comportarsi dentro di te e schizza da una parte all'altra per poi fermarsi davanti a questo scenario di guerra che cresce con il reiterarsi del rito. Goccia dopo goccia, sorso dopo sorso, inizia a mescolare alle tue parole le parole del tuo bicchiere. Sì, il bicchiere ti parla, ti parla quando passi il dito umido sul bordo, piano ma si fa sentire, il suo vociare cresce via via che lo svuoti e sfrutta il tuo corpo come cassa di risonanza, le tue paure come magazzino, i tuoi rapporti sociali come palcoscenico. Parla il tuo bicchiere quando lo appoggi, parla il tuo bicchiere mentre lo riempi, tessendo una ragnatela sempre più fitta che terminerà solo con il morso di quel ragno che goccia dopo goccia ti fa girare la testa, quando ormai è quello che c'era nei bicchieri che coordina (o scompensa) i tuoi pensieri. Concediti al vino, concediti come un piacere, come una tantum, come una distrazione. Altro che in vino veritas, in vino omnia quae unusquisque optat. Fuori piove più di quanto possa piovere dentro di te ma tu ti senti al riparo. La pioggia che arriva dall'esterno non ti può fare danno, ti sei messo addosso un impermeabile che ogni tanto si apre da solo, lasciando vedere cosa c'è sotto. Le voci intorno sono sempre più confuse e lo stomaco appesantito, fletti nuovamente il polso, avvicini il bicchiere alla bocca. E va giù, giù, scende. E poi sale in testa. La testa, sì, quella che senti girare, quella che senti altro da te. La tua testa ti manda gli sms, altro che un cellulare. Non sai mai a quali terminazioni nervose stiano arrivando quegli sms, ma stanno volando e sono persi nell'aria, in corsa come spermatozoi con tante carte di risiko come obiettivi da colpire sul tuo corpo e la tua aura. Gli sguardi intorno ti sorridono e sornione ricambi il sorriso. Sai già che domani peserà tutto questo, ma sai quanto peso hai avvertito prima. Ed allora piega di nuovo quel polso, fai sollevamento pesi, alzi un peso leggero di cristallo con il suo contenuto ed abbassi un peso che ti pervade il corpo, ti dai un po'di tempo di recupero. Sai che il sogno finisce, ne sei cosciente, anche mentre stai ancora sognando. Sempre meglio però di quando sai che i sogni a volte crollano più in fretta del muro di berlino, o della difficoltà di arrampicarsi sui sogni, o della fottuta nostra volontà di appigliarsi a loro senza troppo slancio, come ti appiglieresti ad un palo dell'autobus, ben conscio che ad ogni frenata perdi quello che un equilibrio normale in effetti non è. Ed allora ti chiedi che cosa perdi, prima di chiederti cosa puoi rischiare di guadagnare. Nuota, fai il morto a galla, affoga. Sai che stavolta puoi farlo, sei già abituato a perdere il respiro, non ti costa nulla trattenerlo per un po'.
CHILD IN TIME - DEEP PURPLE
Sweet child in time you'll see the line
The line that's drawn between the good and the bad
See the blind man shooting at the world
Bullets flying taking toll
If you've been bad, Lord I bet you have
And you've not been hit by flying lead
You'd better close your eyes and bow your head
And wait for the ricochet
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