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Socrate, 30 anni spritzino di PADOVA CHE FACCIO? studio e lavoro Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Carlos Castaneda ![]() HO VISTO ![]() Chiudo gli occhi e li tengo stretti, spaventato da quel che porta il mattino, aspettando un domani che non arriva mai. Nel profondo di me, ciò che mi lascia la notte è la sensazione del vuoto, e tre ragazzi immaginari che cantano nel mio sonno dolce di bambino. THE CURE, Three Imaginary Boys STO ASCOLTANDO Incubus, Queen of the Stone Age, Peeeearl Jaaam..E molti altri..(Claudio Bluesman!) ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... Se solo fossimo capaci di amarci e vivere il più a lungo possibile nell’onestà, invece di recitare dei ruoli sulla base dell’idea che ci siamo fatti di come dovrebbe essere una relazione perfetta. non mentire mai. poterci sedere uno di fronte all’altra, guardarci negli occhi e dare voce liberamente ai nostri pensieri.Guardare l’altro con obbiettività e non giudicarlo unicamente rispetto a noi stessi. ![]() STO STUDIANDO... ![]() OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: anche_qui ash2ashes aurora banshee baTOSTA Cazzilla herikabfly Giacca82 SweetWine Tany Triky BOOKMARKS Claudioblues (da Musica / Cantanti e Musicisti ) UTENTI ONLINE: |
Monday, March 27, 2006 - ore 15:11 RUMORI VITALI Qualche volta la metto ancora adesso. Per esempio ieri. Così mi sono fermato a pensare a come I will survive nella versione dei Cake sia stata la colonna sonora di momenti ben precisi, calibrati e senza possibilità alcuna di seminare me stesso. Questa canzone la mettevo dentro lo stereo mentre andavo in macchina ancor prima di vedere Liberi. Proprio come nel film senza pretese che mi ha iniettato lo stesso due ore di amara "spensieratezza" giovanile alla vista dei tratti e dell’insoddisfazione e dell’inadeguatezza e dei punti interrogativi stampati sul volto di un ragazzo che qualche anno fa sarei potuto essere esattamente io. Un ragazzo che si innamorava esattamente come mi sarei potuto innamorare io. Dunque qualche volta la metto ancora adesso questa canzone, il titolo che scorre sul display, e non so perché mi viene di chiudere gli occhi al passaggio del verso And you’ll see me with somebody new. I’m not that stupid little person still in love with you… probabilmente non ho neanche una vera ragione per fuggire. Tanto meno da me stesso. Se per me stesso intendo mani, piedi, testa e tutto ciò che confina con la pelle. Questo vento di primavera fresco e liscio è uno di quei venti che vorrei sentire sempre addosso. Ad un certo punto capita di crescere e si ha inevitabilmente un’altra visione delle cose ed un altro modo di raccontarle. Perché ad una certa età, dopo determinate esperienze e possedendo un certo talento, diventano tecnicamente possibili cose che qualche anno prima non lo erano di certo. Come descrivere un catamarano di settanta piedi anziché l’aula di una scuola. Gli scrittori che amo e che vorrei conoscere sono quelli con i quali alla fine mi piacerebbe parlare della vita, del mondo e di stronzate bevendo una birra. Non dei libri che hanno scritto ma della vita, del mondo e di stronzate. Anche dell’amore e delle sue sfumature se è per questo. Ed io me la immagino sempre questa scena. Anche con quelli che non ci sono più. Mi immagino per esempio sempre una bella deviazione temporale che mi porti a conversare con Hernest o Raymond... A ridere e a scherzare. Senza confronti e senza nessun genere di aspettativa. Perché non sempre mi interessa la soluzione filosofica del problema o il grande disegno risolutore. Non sempre mi interessa il messaggio. A volte anzi non c’è proprio nessun messaggio. A me adesso interessa chi vuole mostrare il gioco ed il rumore della vita ma non vuole chiudere la partita. Quando la prese in braccio, Valentine non aveva un livido, odorava di sale al buio e il suo corpo era leggero come un tenero fiore di malva appena strappato dal muro. Lo specchio d’acqua agitata che baluginava oltre la poppa del Saint-Just crepitava di stille, e il mare era una distesa in subbuglio di nere e stupefacenti lucertole veloci. Enrico Brizzi - Razorama COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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