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Come un’adolescente in crisi di identità.



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e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



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... o quest’altra...



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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Thursday, December 18, 2003 - ore 10:45


pulizie di natale.. aaaahhhh!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Andiamo per alzata di mano. Chi, dico chi non ha la mamma che adesso, a dicembre inoltrato, con 3 gradi fuori (e ringraziamo il signore poteva andarci peggio), con un milione e mezzo di cose da fare, con i regali da cercare e esami da preparare, si mette a fare le pulizie di natale? Casa mia è un disastro. E’ tutto aperto, finestre porte e abbaini (non abbiamo abbaini ma sono sicura che se ci fossero sarebbero aperti pure quelli). Ci sono scatole e fogli pronti da imballare e portare al capannone su ogni superficie piana. E cosa terribile, che mi mette i brividi… Non ci sono più le tende. Non ce n’è una, giuro! Le ha tolte tutte!! Sembra di essere nella casa di nightmare. Le deve lavare dice. A me vengono i brividi. Non sopporto le finestre senza tende, mi sa di spoglio, di lugubre. Inoltre, siccome la nostra casetta è sulla strada proprio, qualsiasi automobilista in transito può fermarsi e sbirciare cosa sto combinando, e farsi gli emeriti cazzi miei. Il computer si trova nello studio. E nel momento in cui io scrivo queste righe, un numero di macchine pari alla popolazione della polonia passa qui davanti e io me le sento addosso, che mi guardano, che scrutano dentro le finestre senza tende. Che poi, si vedono di più le macchie di pioggia sui vetri in controluce così senza tende. E si pulisce di conseguenza anche dove avevo pulito ieri. Io odio le finestre senza tende!
La mamma adesso è via, a fare un paio di giri per il fuhrer. Ma quando torna si salvi chi può. Pulisci i vetri, c’è il cane da lavare, porta in studio le carte, metti in ordine le cassette, chi ha lasciato questo schifo in cucina, le camere le hai già fatte? e simili. Ma l’apoteosi, l’apice, il top of the top sarà domani. Venerdì, giorno di pulizie di fondo. Ogni maledetta settimana casa mia è sottosopra. Due piani di cif e viakal, due piani di folletto e acqua e sapone e spugne. Due piani di mani gelide e finestre aperte, senza tende. Adesso poi che manca così poco a natale, le pulizie dovranno prolungarsi ulteriormente, e vince chi scova un angolino che non era stato pulito: una specie di corsa all’oro, ma bisogna trovare polvere. Adesso arriverà. La vedrò arrivare con la sua biciclettina sgarruppata perché siamo senza tende, sono tutte a lavare, e si vede tutto. Inizierà il calvario. Pulire, lavare, strofinare.
Quando mi stanco faccio finta di essere karatè kid: metti la cera, togli la cera. Anche senza il maestro muso giallo. Lei mi guarda e non capisce, e piuttosto che chiedermi perché, non parla: mutismo e rassegnazione. Ha imparato la mia mamma che chiedermi PERCHE’ faccio una cosa è pericoloso.
Tutta aperta casa mia, con tre gradi fuori, e le macchine che sfrecciano a mezzo metro dalle mie finestre. Ma bisogna cambiare l’aria, sa di chiuso. Si mamma lo so, anche a me da fastidio l’odore di chiuso, e sono diventata una maniaca delle pulizie come te. Sono stata costretta a diventarlo. Mi porto il disinfettante nei viaggi in treno. Lavo i piatti a casa dei miei amici. Faccio ordine anche in biblioteca sui tavoli degli altri. Ma c’è un limite a tutto. Ho freddo mamma, fa un sacco freddo. E voglio le tende.


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