
Jeff, 31 anni
spritzino di Trento
CHE FACCIO? Arranco (Shaula TM)
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO
"I lupi del Calla - La Torre Nera, vol. 5" di S. King
To come: "La canzone di Susannah - La Torre Nera, vol. 6" di S. King
HO VISTO
La Toscana, dal mattino al tramonto...
STO ASCOLTANDO
Un angelo che mi parla. Ma non e’ sceso per me.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Camicia e jeans
ORA VORREI TANTO...
Che alcune preghiere fossero formulate, ed altre ascoltate.
STO STUDIANDO...
Nulla
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arrancante
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
(questo BLOG è stato visitato 5301 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, March 28, 2006 - ore 00:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dovrei andare a letto, perche’ domani si timbra il cartellino un’altra volta.
Dovrei andarci, perche’ ora il responsabile delle scadenze sono io, le rogne che ho chiesto ora sono mie.
E bisogna essere riposati per poter essere massicci ed incazzati. Bisogna avere almeno otto ore di sonno per tenere i pezzi della vita tutti insieme, per poter essere ingegnere e farsi odiare come tale.
Perche’ staccare serve, ne hai bisogno per essere il buffone, per fare ridere una donna e consolare quell’altra, perche’ il capo si renda conto che fa bene a fidarsi di te, perche’ ti ricordi... che cosa? Non so, non ricordo.
Dovrei riposare i muscoli, permettere alla stanchezza di lasciare i miei nervi almeno un poco, lasciare che i miei occhi si chiudano e le pupille si dilatino.
Dovrei smetterla con queste cazzate, spegnere la TV che blatera di politica, spegnere il mio cervello che urla alle mie dita di scrivere.
Scrivere, poi, per non dire nulla, perche’ le cose da dire sono state dette, a voce e per iscritto... ma le mie dita hanno voglia di danzare un po’ sulla tastiera, finalmente libere dalla mente razionale che dieci ore al giorno insegna loro i passi di un minuetto vecchio e che sa di stantio, con la musica dettata da un altro. Vogliono che sia l’uomo a farle ballare un po’, vogliono che quella parte ancora non addestrata della mente si lasci andare, vogliono ballare per quelle braci che restano nascoste e si accendono quando nessuno lo sa.
Ed allora ballate, mie dita, raccontate quello che vi pare, quello che nessuno leggera’, perche’ domani si timbra di nuovo, ma domani e’ ancora lontano.
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK