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martedì 4 aprile 2006 - ore 02:59
da "Lo spazio angusto" (the narrow corner) - W. S. Maugham
(categoria: " Riflessioni ")
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(...)Amava limmagine ideale che si era creata di me e cioè la bellezza di mia madre, le qualità di mia madre, e quelle delle sue eroine di Shakespeare, le principesse delle favole di Hans Andersen. Con quale diritto la gente si crea unimmagine secondo il proprio gusto e lattribuisce a qualcuno e poi si arrabbia se non calza? Voleva imprigionarmi nel suo ideale. A Erik non importava sapere chi ero. Non mi prendeva come sono. Voleva possedere la mia anima, e poichè sentiva che in me cera qualcosa che gli sfuggiva, cercava di rimpiazzare dentro di me quella piccola scintilla con un fantasma della sua fantasia. Sono infelice, ma vi ripeto che non sono disperata. Fred, a modo suo, era come Erik. Quella notte, giacendo al mio fianco, disse che gli sarebbe piaciuto rimanere per sempre su questisola, sposarmi e occuparsi della piantagione, e non so che cosaltro. Creava un quadro della sua vita, e io ne facevo parte. Anche lui voleva imprigionarmi nel suo sogno. Ma io sono io. Non voglio sognare il sogno di nessuno. Voglio sognare il mio. Tutto quanto è accaduto è terribile e il mio cuore è angosciato, ma nel mio intimo so che quanto è accaduto mi ha dato la libertà.>> In modo solo apparentemente freddo ed insensibile, Louise, la bellissima donna che cattura con il suo fascino il cuore del suicida Erik Christessen ed in seguito quello dello sventurato Fred, pronuncia le parole sopra citate nelle quali sta a mio parere la morale stessa del bellissimo libro di W. S. Maugham: quando amiamo una persona e viviamo una storia damore con essa, le appiccichiamo addosso involontariamente quanto inevitabilmente unimmagine, che nella maggior parte dei casi non combacia con la sua vera essenza. Crediamo di conoscere quella persona, ed in qualche modo la idealizziamo, ma essa non è ne più ne meno rispetto agli altri esseri umani. E incline agli sbagli e allegoismo come lo siamo tutti, e in molti casi si comporterebbe addirittura peggio di quanto faremmo noi stessi nelle stesse occasioni. Maugham ci da una visione tanto cinica quanto realistica e disincantata dei rapporti sentimentali in questo libro. Ma anche un messaggio: vivere una storia e il contatto con laltro/a non ritenendolo un agglomerato di virtù e di buoni ideali, ma molto più semplicemente un essere umano, diverso da noi ma come noi incline in qualsiasi momento allerrore.
W.S. Maugham, "Lo Spazio Angusto", Sellerio (Palermo 1994)
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