E’ stato trovato morto stamane, per cause naturali, in una stanza d’albergo a Cardiff il cantautore ed interprete Gene Pitney, nato nel Connecticut 65 anni fa. Esordì inizialmente come autore per altri artisti, come Rick Nelson (Hello Mary Lou), Bobby Vee e Roy Orbison, e incise il suo primo singolo a 20 anni,
(I wanna) love my life away, in cui suonava tutti gli strumenti e la cui registrazione, su un quattro piste, costò circa 30 dollari. Negli anni Sessanta Pitney cantò più di una composizione di Burt Bacharach e Hal David; nel 1963 divenne molto popolare grazie a
24 Hours From Tulsa, e l’anno dopo partecipò alle registrazioni del disco
12x5 dei Rolling Stones (fu il produttore Andrew Loog Oldham a presentarlo al gruppo di Jagger e Richards) suonando il pianoforte nella loro
Not Fade Away. Prese parte con grande successo a quattro edizioni del Festival di Sanremo, cantando in coppia con Little Tony, Nicola Di Bari, Iva Zanicchi, Caterina Caselli e Gianni Pettenati; stando al libro di Dario Salvatori
40 anni di Hit Parade del 1997, otto singoli di Gene Pitney sono entrati nella Top 20 italiana, e vale la pena segnalare almeno la sua versione di "Quando vedrai la mia ragazza" di Little Tony (al primo posto per due settimane, nel mese di febbraio del 1964), "Ritorna", "Amici miei" (al nono posto) e l’evergreen di Caterina Caselli
Nessuno mi può giudicare. E non solo: "24 Hours From Tulsa" è stata incisa anche da Dusty Springfield e la si può rintracciare in più di un’antologia; "I’m Gonna Be Strong" invece è stata reinterpretata da Cyndi Lauper, icona pop femminile degli anni Ottanta, come brano inedito per il greatest hits (datato 1994)
Twelve deadly cyns...and then some.

Gene Pitney, 17 febbraio 1941 - 5 aprile 2006.L’ultimo grande successo di Gene Pitney è stato un buon remake di un suo vecchio "cavallo di battaglia",
Something’s Gotten Hold Of My Heart, stavolta in duetto con Marc Almond. Il cantante dei Soft Cell l’aveva incisa per
The Stars We Are del 1988 - primo album inciso nel periodo del suo breve contratto con la Parlophone - e sarà l’unico suo 45 giri ad arrivare al primo posto nelle classifiche britanniche. Pochi anni prima, anche
Nick Cave si era cimentato in una rivisitazione del pezzo per l’album "Kicking Against The Pricks". Almond incontrò Gene Pitney per la prima volta a Las Vegas, quando girarono il videoclip promozionale della canzone. "Era uno strano meeting tra due artisti appartenenti a due mondi diversi - lui un tipo dall’aria pulita, un padre di famiglia, io coi capelli gelatinati, un ciuffo da rockabilly e una dubbia reputazione", ricorda Marc in
Tainted Life - Una vita corrotta (pubblicato in Italia dalla casa editrice Arcana). "Io avevo uno smoking nero, lui uno bianco, contrastanti e in conflitto. Il climax del video fu girato nel deserto, all’interno del cimitero delle luci al neon, simbolo di una Las Vegas che stava cambiando. Soffiava una tempesta di polvere e rischiammo di congelarci quando ci vennero a chiamare nelle nostre roulotte, come due pugili sul ring, per andare sul set a cantare l’ultimo verso della canzone. Tre inquadrature ed era finita.
Magia pura".