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![]() Nico, 31 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Lavoratore Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Monday, April 10, 2006 - ore 19:12 CANI DI PAVLOV [abstract] […] Avanzi di talenti e virtù affamate dall’incuranza di noi, ci lasciamo a putrefare sull’asfalto urbano come liquame insolente e rientriamo a casa sfatti e spazzatura. Sfrontati, fottuti, dannati figli di vacche indorate e puttanieri proletari, le nostre esistenze si condensano in un lavoro che odiamo e in domeniche vuote protratte all’infinito. Ogni sera attraversiamo la strada e ne facciamo su un paio, a sbregarci di fianco all’entrata di un sagrato. Commentiamo i passanti che, come noi, fuggono le anime per le cose. Scommettiamo ancora sulle due o tre femmine del quartiere che talvolta appaiono come miracoli scaduti. Non sappiamo faraltro. La nostra arte è riciclarci attraverso l’oblio, ingenuamente fedeli a rituali di ritorno dell’identico partire e non trovare. Ogni tanto lanciamo sassi dai ponti, per niente, insultiamo i negri che ci vendono sonno e prendiamo a calci le puttane che ci scontano la bocca. Ubriachi, equilibristi, maldestri inseguitori, ormai baristi di noi stessi, veniamo tutti da una qualche lovestory totalizzante. Nomi diversi, nomi comuni, ma una stessa sostanza paludosa e affettiva da ricordare alla fine, con le smanie da notte inoltrata. Di Francesca, dell’illusione ripetutamente delirante, ci è rimasta l’impresa di averla scopata vergine da dietro su un sedile Lancia in alcantara. Di Beatrice, che sapeva sempre di gigli, ovatta e saliva, abbiamo ancora l’unghie piantate sulla schiena ed è un piacere ripensarci. Di Laura, disperata amata ed ebbra, portiamo il ricordo di provette colorate e farmacie e telefonate fiume e pianti e consigli idioti e una decisione in do minore. Di Silvia, la bestia che poltriva dentro gelosie esplosive e braci, abbiamo fissi i momenti in cui ci siamo incatenati tra le sue gambe e incantati come marie alla parole dell’angelo. La nostra generazione sta tracciando il corso di un segmento tra gli altri. Andare e venire. Sudare e sperare. Crediamo negli emolienti per pelli sensibili, nei mantra della dance, nelle lentezze della sartoria napoletana, nelle caramelle alla menta, nelle mani capaci a sturare spantasso dai lavelli, nei cicli economici, nelle strisce sbiancanti, nel domperidone, nella proporzionalità diretta tra chimica e svago, nei fattori di protezione, … crediamo, ma non abbiamo nessuna religione che non sia quella ufficiale di trascinarci con cinico latrare da una piazza all’altra. Noi - come i personaggi dell’assurdo - facciamo delle piccole estreme abitudini una specie di via; di salvezza; di verità; cerchiamo di non chiedere niente e di non andare oltre una spietata ricerca del possibile. Coccolati nel vizio, sì, ma anche disposti ad un inconfessato compromesso per tamponare questo inutile lago che tracima vita andante a male. ![]() «Tutto va, tutto torna indietro; eternamente ruota la ruota dell’essere. Tutto muove, tutto torna a fiorire, eternamente corre l’anno dell’essere. Tutto crolla, tutto viene di nuovo connesso; eternamente l’essere si costruisce la medesima abitazione. Tutto si diparte, tutto torna a salutarsi; eternamente fedele a se stesso rimane l’anello dell’essere. In ogni attimo comincia l’essere; attorno ad ogni "qui" ruota la sfera del "là". Il centro è dappertutto. Ricurvo è il sentiero dell’eternità.» (F. Nietzsche) LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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