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Carlos Castaneda


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Chiudo gli occhi e li tengo stretti, spaventato da quel che porta il mattino, aspettando un domani che non arriva mai. Nel profondo di me, ciò che mi lascia la notte è la sensazione del vuoto, e tre ragazzi immaginari che cantano nel mio sonno dolce di bambino. THE CURE, Three Imaginary Boys

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Incubus, Queen of the Stone Age, Peeeearl Jaaam..E molti altri..(Claudio Bluesman!)



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ORA VORREI TANTO...

Se solo fossimo capaci di amarci e vivere il più a lungo possibile nell’onestà, invece di recitare dei ruoli sulla base dell’idea che ci siamo fatti di come dovrebbe essere una relazione perfetta. non mentire mai. poterci sedere uno di fronte all’altra, guardarci negli occhi e dare voce liberamente ai nostri pensieri.Guardare l’altro con obbiettività e non giudicarlo unicamente rispetto a noi stessi.



STO STUDIANDO...




OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Thursday, April 13, 2006 - ore 10:14


QUEL DISCO PIENO DI GRAZIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")



La primavera arriva sempre in anticipo.
Arriva sempre a scalzare via l’inverno con un colpo di reni mentre io sono ancora lì fermo a pensare che non è poi tanto male il calore della mia giacca e di un indolente bicchiere in più. E all’arrivare della primavera è sorprendente vedere come sia così facile e disarmante lasciarmi travolgere da riflessioni che parlano d’insofferenza e di altri mali per un apparente nonnulla. Non credo di aver mai sofferto di meteoropatia eppure c’è qualcosa nell’aria che cozza violentemente con il mio impegno nel tenere lo sguardo fisso davanti a me senza guardarmi troppo di lato o peggio ancora indietro. Saranno forse i pollini o i colpi di scirocco improvvisi o le rondini che creano confusione in cielo. Saranno forse le variazioni di umore e le cefalee da desincronizzazione del sonno per l’ennesimo avvento dell’ora legale...E la Passione di ogni esistenza alla fine non fa che risiedere nell’esistenza stessa. Pensavo a questo assaporando il calore dell’aria serale ed avvertendo lucidamente di non sapere dove mi sospingerà questo vento. E poi mi veniva improvvisamente voglia di chitarra, harmonium, organo e dulcimer. Mi veniva voglia di grazia, di bellezza e di fragilità. Non c’era molto da dire in proposito. Solo da respirare a fondo per riempire i polmoni di aria nuova. E poi da ritornare a casa in silenzio. Prendere il cd di quel ragazzo che è morto annegato nelle acque del fiume Mississippi.Metterlo nel lettore. E ascoltare tenendo gli occhi chiusi per 50 minuti


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