Quanto mi sarebbe piaciuto esserci domenica scorsa a Gerusalemme. Vedere quel puledro che avanza portando in groppa un Messia così acclamato. Mi sarebbe piaciuto sdraiarmi per terra per osservare il carnevale di quella ciurma di gente. Nello sventolio frenetico delle palme ci saranno state le gambe di storpi saltellanti, gli occhi di ciechi cui Egli spaccò il guscio delle temebre, le dita e i nasi rifioriti sulle croste della lebbra. Per terra, magari, avrei potuto notare i pescie i pani nati nel deserto, le anfore di Cana piene del vino migliore, la mano secca, il sangue dell’emoroissa, la gobba delle vecchietta, i loschi fantasmi degli indemoniati. Il ragazzino di Naim, la figlia di Giairo e Lazzaro nelle loro salme felici. Seduto per terra…li avrei potuti riconoscere solamente dai piedi. Al massimo dalla danza dei loro passi. Nulla di più.
E anche stasera è tutto un movimento di piedi. Ci sono ventiquattro piedi tutti stretti attorno a Gesù. Come piedi di uomini che temono di morire, come un manipolo di figli che, accarezzando con lo sguardo le membra doloranti di un padre morente, s’aggrappano alle sue parole per sentirne il testamento. Stanno per abbandonarlo, per rinnegarlo, per tradirlo dopo che avranno mangiato di quel pane misteriosamente trasformato in frammento del suo corpo. In quella prima volta Gesù fu il prete e loro – i dodici – furono i fedeli mai così sconcertati dalla stranezza di quei gesti. Cerca nella tovaglia rimasugli di pane e li trasforma nel suo nascondiglio. Là si andrà a rifugiare. Stanotte non lo prenderanno tutto. Crederanno di averlo preso, strappato ai suoi compagni…invece Lui è nascosto in qel pane. Gioca con gli avversari, quasi come quando in Galilea, quando volevano catturarlo per farlo re, metteva in mostra l’arte di nascondersi e di sparire alla loro vista.
“Fate questo in memoria di me” : parole che hanno segnato una svolta i quegli uomini così impercettibilmente normali. Quei dodici uomini sono i primi sacerdoti dell’umanità: Giuda il primo dei cattivi preti. Nei loro petti…il nascondiglio del Maestro.
E il testamento stesso che raccomanda loro è sconcertante: non poderi, case, appalti da investire… Tutt’altro. Gesù, chino sul pavimento, deterge dentro l’acqua i piedi dei suoi amici: nel silenzio di quella stanza dura lungo lo sciacquio discreto, il respiro quasi impercettibile, i capelli che cadono sulla fronte. E’ all’opera Cristo: e inizia il suo capolavoro mai coì imbarazzante dal basso, rattrappito come una bestia su quei piedi stanchi, sui nostri odori che trasudano tanta miseria e poca poesia. Tant’è che Pietro, il più “farabutto” di quela ciurma, indietreggia con un certo rossore:
“Tu non mi laverai mai i piedi a me” . Hai ragione, Pietro: i nostri piedi, anche se fanno tenerezza sono ridicoli e sporchi. Soltanto le madri maneggiano senza scandalo questa impoetica parte del corpo.
Ventiquattro piedi: due
Simone , due
Andrea , due
Giovanni , due
Giacomo , due
Filippo , due
Bartolomeo , due
Levi , due
Tommaso , due
Giuda Taddeo , due
Giacomo il Minore , due
Simone il Cananeo . Fanno ventidue piedi. Due
Giuda Iscariota .
Si, anche Giuda ha due piedi. Certo, son più famose le sue labbra. E tutto per via di quel bacio poco innamorato che hanno stampato. Una vigliaccata, insomma, che non lascia estraneo nessuno, due labbra scomode un po’ per tutti. Se non altro, perché stanno a ricordarci che anche noi ci portiamo sulla bocca la possibilità di darlo ogni giorno un bacio infame di tale portata.
I suoi piedi, invece, non son poi così celebri. Sono piedi che non destano emozioni, che provocano ribrezzo. Piedi gonfi nella tragedia del suicidio, epilogo di un’esistenza sbagliata, dettaglio estremo di una prova fallita. Eppure sta’ attento… Quei piedi sono stati lavati da Gesù. Lavati con la stessa premura e delicatezza usata per Pietro, Giacomo, Giovanni. Lavati e asciugati con il medesimo trasporto d’amore. Non c’era ombra di differenza con tutti gli altri piedi… ma da quel lontano giovedì santo sono diventati piedi faticosi da lavare. Perché se Giuda è il simbolo di chi ha sbagliato pesantemente nella vita, il gesto di Gesù che s’incurva sui suoi piedi ci invita a rivedere giudizi e comportamenti nei riguardi di chi, secondo i canoni umani, ha imboccato binari morti di un’esistenza fallimentare. E l’acqua che scende su questi piedi ti manda in crisi più che mandarti in estasi…perché Giuda è stato uomo come io sono uomo. Non peggiore, non più peccatore di me. Che cosa fu mai il suo peccato, quel tradimento che che fa di lui nei secoli il simbolo imperituro dell’infamia? Un miserabile peccato d’ingordigia e di confusione, una colpa di poveraccio, di piccolo ambizioso, di sognatore megalomane. Anche lui come gli altri – come Satana, come Maria di Nazareth, come gli apostoli – non ha capito chi è Gesù Cristo, mai ha preveduto che quel tradimento sarebbe costato la vita al Salvatore del mondo.
Gesù lava i piedi di Giuda: e questo può scocciare. Ma dice di più:
“Io vi ho dato l’esempio affinché facciate anche voi come ho fatto io” . Cioè… non potrai più bloccare l’acqua su quel catino, altrimenti marcisce. Dovrai lasciarla scendere, pulire, lavare… Di più! Dovrai girare il mondo con quel recipiente sotto il braccio, gurdare solo i talloni della gente. E, ad ogni piede, cingerti l’asciugatoio, curvarti, con il divieto assoluto di non alzare mai gli occhi oltre i polpacci, così da non distinguere i volti agganciati a quei piedi.
Non diventare imbecille a forza di chiederti se Giuda si è salvato o si è perso. Lascia stare: sono “affari” del Signore. L’unico Artista capace di accogliere fino in fondo il mistero della libertà umana e di comporre in armonia anche le scelte più assurde bagnandole di misericordia. A te è chiesto di lasciare che quell’acqua scenda ovunque.
Ovunque! Perché, stasera, nella tua brocca ci sarà acqua anche per i piedi di
Mario Alessi, il presunto omicida del piccolo Tommaso. E magari tremeranno come i piedi di Giuda perché avvertiranno la stanchezza di un “passo” folle. Ci sarà acqua anche per i piedi di
Bernardo Provenzano, il boss dei boss di Cosa Nostra. Piedi che per 43 anni non hanno lasciato traccia. E magari tremeranno per la vergogna…
Scusa: chi sei tu per “bloccare” quell’acqua?
Quando c’è da servire, Lui non fa preferenza di calcagni!
Buon Giovedì Santo!