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![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Friday, April 14, 2006 - ore 13:01 a baita Vedre per la prima volta Paolini dal vivo mi ha fatto piacere, venerdì, al Verdi, anche se non mi ha entusiasmato. Mi è piaciuto il lavoro che ha fatto, e mi ha coinvolto, abbastanza. Forse, se si fosse avvicinato ad una cosa grande come quella che ha raccontato con una pluralità di testi difeerenti avrebbe potuto essere più incisivo, ma la sensazione è stata buona lo stesso. Spiace un po il fatto che abbia tagliato i riferimenti allAnabasi di Senofonte, si vede che non incontrava troppo i favori del pubblico. Thelma giustamente si lamentava della standing ovation finale attribuitagli, ma forse non considera limpatto emotivo che certe storie hanno in sè, al di là della loro rappresentazione scenica. Forse gli spettatori avrebbero applaudito alla stessa maniera se ci fosse stato un altro sul palco, o se avessero visto un altro spettacolo, solo perchè la storia degli Italiani in Russia è una delle grandi tragedie che il paese ha scelto per autorappresentarsi. A volte comoda, a volte meno, ma pur sempre meglio della realtà della lotta ai partigiani slavi, o delle repressioni in Libia. E uno di quei racconti che piacciono a tanti, e che oscurano, ad esempio, le storie, le memorie di chi invece visse la prigionia, in Asia ed in Siberia, allo stesso modo in cui il libro di Mario Rigoni Stern ha oscurato quello di Nuto Revelli, "La strada del Davai". Le storie a "lieto" fine fan questo effetto. Il nostos, il ritorno, è quanto di più radicato ci sia nellepica umana, molto più forte della prosa dei testimoni. E dunque, onore a chi è tornato a Baita. e a chi no. LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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