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Vitto, 5 anni
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Friday, April 14, 2006 - ore 13:01


a baita
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vedre per la prima volta Paolini dal vivo mi ha fatto piacere, venerdì, al Verdi, anche se non mi ha entusiasmato. Mi è piaciuto il lavoro che ha fatto, e mi ha coinvolto, abbastanza. Forse, se si fosse avvicinato ad una cosa grande come quella che ha raccontato con una pluralità di testi difeerenti avrebbe potuto essere più incisivo, ma la sensazione è stata buona lo stesso. Spiace un po’ il fatto che abbia tagliato i riferimenti all’Anabasi di Senofonte, si vede che non incontrava troppo i favori del pubblico.

Thelma giustamente si lamentava della standing ovation finale attribuitagli, ma forse non considera l’impatto emotivo che certe storie hanno in sè, al di là della loro rappresentazione scenica. Forse gli spettatori avrebbero applaudito alla stessa maniera se ci fosse stato un altro sul palco, o se avessero visto un altro spettacolo, solo perchè la storia degli Italiani in Russia è una delle grandi tragedie che il paese ha scelto per autorappresentarsi. A volte comoda, a volte meno, ma pur sempre meglio della realtà della lotta ai partigiani slavi, o delle repressioni in Libia. E’ uno di quei racconti che piacciono a tanti, e che oscurano, ad esempio, le storie, le memorie di chi invece visse la prigionia, in Asia ed in Siberia, allo stesso modo in cui il libro di Mario Rigoni Stern ha oscurato quello di Nuto Revelli, "La strada del Davai".
Le storie a "lieto" fine fan questo effetto.
Il nostos, il ritorno, è quanto di più radicato ci sia nell’epica umana, molto più forte della prosa dei testimoni.

E dunque, onore a chi è tornato a Baita.

e a chi no.



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