STO LEGGENDO
Libri di MIO gradimento finalmente!
HO VISTO
<<...cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.>>
Unità NEXUS6 Roy Batty da "Blade Runner".
STO ASCOLTANDO
Accetto suggerimenti: sono in cerca di belle canzoni.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Non aggiornando sempre il blog, potrebbe sempre che io porti sempre gli stessi vestiti..Meglio non scrivere niente!
ORA VORREI TANTO...
..Ricevere uno "speedy" con scritto: <<ciao, sono carina, simpatica ed interessata da matti a te: ti va di conoscermi?>>!

STO STUDIANDO...
NIENTE!! Ho finitoooo!
OGGI IL MIO UMORE E'...
Variabile: dato che, oltretutto, non aggiorno poi così spesso questo blog..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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1) Illudersi d'essere diventati migliori di quanto in realtà si è...
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Sunday, April 16, 2006 - ore 21:31
Buona Pasqua!
(categoria: " Pensieri ")
Colgo l’occasione per fare a tutti/e i più sentiti auguri di Pasqua e Pasquetta! Come piccolo dono, riporto qui il breve racconto pasquale di un mio QUASI cugino, che ora non c’è più: spero che possa emozionarvi com’è successo a me.
A presto!
Emmaus (1996).
Un giorno incontrai un giovane.
Difficile dire che età avesse, 20, 30, 40 anni, forse più.
Sembrava, però, che questo non avesse importanza.
Aveva uno sguardo intenso e sereno, come di colui che tanto ha visto e sofferto, tanto ha gioito e amato.
Ciò che più di lui colpiva era il suo sorriso.
Gli chiesi di fermarsi e di dirmi da dove veniva e dove andava.
Iniziò a raccontarmi di sé, ma poco dopo, senza che me ne rendessi neanche conto, ero io che parlavo, e lui mi Ascoltava, Sorridendo, con Amore.
Ad un certo punto notai che sotto la sua giacca quel giovane indossava una maglietta di quelle con su stampate delle frasi. Mi accorsi, però, che vi erano delle parole aggiunte con un pennarello.
Gli chiesi allora di farmi vedere per intero quella maglietta, di farmi leggere cioè quello che vi era scritto, ma soprattutto di spiegarmi il motivo di quelle aggiunte.
Lui me la mostrò:
<<L’uomo è nato ANCHE per divertirsi, ed io ci riesco benissimo. MA SOPRATTUTTO L’UOMO E’ NATO PER ELEVARE IL PROPRIO SPIRITO>>.
La parola <<ANCHE>> e tutta la seconda frase erano state aggiunte con un pennarello fluorescente, mutando così, pur non stravolgendolo, il senso della scritta originaria.
Mi spiegò che aveva indossato quella maglietta perchè aveva dovuto incontrare dei giovani, un po’ più giovani di lui, che amavano quel genere di mezzo per comunicare, ma li aveva voluti "provocare" rendendo quella maglietta, prodotto del consumismo, originale e "pensata".
Mi disse di quanto lui fosse preoccupato per quei giovani, incapaci a volte, in quanto impauriti, di formulare pensieri propri e pronti, invece, a sposare slogan, come quello della maglietta, preconfezionati ad arte da una "volontà esterna" che li vuole, mi diceva, non liberi.
Continuò il suo discorso in maniera appassionata ma profondamente chiara, sostenendo che se fossero loro riusciti a trovare il coraggio di guardarsi dentro, accettando le proprie debolezze ed affrontando i problemi, invece di accantonarli o addirittura di nasconderseli, avrebbero potuto far uscire quella meravigliosa Energia che sta in ognuno di loro, che è Poesia, che è Amore, e sarebbero stati Liberi.
Ascoltandolo capii quanto Lui amava quei giovani che aveva incontrato e, se pur preoccupato, quanta fiducia riponesse in Loro.
Varie cose gli chiesi, ricevendone, a volte, risposta diretta, altra volta, solo qualche parola che, capii dopo, costituiva quella base che mi consentiva di trovare da me risposta.
Ma, soprattutto, di tante altre cose Lui mi diede semplice e illuminato ascolto.
Mi parlò del Destino e della Fede. Dell’importanza di ogni singolo incontro e della Volontà necessaria a far germogliare qualsiasi desiderio: <<L’idea è creatrice se il pensiero diventa Vivente>>.
Poi, accortosi che si era fatto tardi, dovendo percorrere ancora molta strada per giungere là dove era atteso, e questo prima che la giornata finisse, mi salutò con un forte abbraccio.
Il suo Sorriso, come i suoi occhi, erano sempre pieni di Luce: <<Non avere paura>> mi disse <<Abbi Fede. Ed abbi Fede in te>>.
Quando mi lasciò e lo vidi allontanarsi lungo quel sentiero che si perdeva al di là della collina, mi sentii d’un tratto solo, quasi perduto, ma subito dopo fui pervaso da un profondo senso di Benessere, di Fiducia.
Sulla strada di casa ripensai ai discorsi fatti durante quel semplice e straordinario incontro ed alla fortuna avuta proprio per quell’incontro. Chiare mi risuonarono le sue parole: <<Qualsiasi incontro è importante e, se ne sai cogliere l’essenza, ti trasforma, rendendoti più ricco>>.
Ad un certo punto mi fermai di scatto. Mi voltai indietro verso la cima della collina dietro la quale era sparito il protagonista di quella mia giornata: mi ero accorto che quel giovane che mi aveva dato così tante risposte non aveva risposto proprio alle mie prime domande: da dove veniva e dove andava.
Rimasi a fissare quel punto dove la strada proseguiva nascosta al mio sguardo. Non so per quanto tempo, non so se per poco o a lungo. So che fissai quel punto fino a quando riuscii a tenerne chiaro il contorno alla poca luce della sera.
Tanti pensieri, in quel mentre, si affollarono nella mia testa. Tante immagini, tanti volti: volti di persone a me note, di familiari e di amici; volti di giovani, tanti giovani, conosciuti o semplicemente incontrati in un distratto sguardo. Ma, con sorpresa, anche quei volti mi apparirono straordinariamente chiari e ruotarono insieme a suoni vecchi e nuovi, di pianti e di risa.
Sentii che certe mie sensazioni si erano amplificate: il fiore che in quel mentre vedevo non era lo stesso fiore che avevo visto prima, era...Più bello, e senza difficoltà fui testimone e partecipe dell’espandersi del suo aroma.
Così dell’albero e della polvere di strada sulle sue radici; o del sentiero, prima tortuoso, al mio nuovo sguardo si presentò più lineare; e tutto questo mi procurò una forte e nuova sensazione, quasi timore, e non la seppi definire se di dolore o,...sì..., ecco,...di Gioia.
Quando alla fine percepii e riconobbi questa Gioia, sereno ripresi il mio cammino.
Riguardo alla risposta che quel Giovane non mi aveva esplicitamente data, l’avevo trovata in me: veniva da dove vengo io, da dove vieni tu. Andava dove vado e andrò io, dove vai e andrai tu.
Un giorno incontrai un Giovane, difficile dire che età avesse, 20, 30, 40 anni, forse più: ma questo non era importante.
Nino Caminiti.
(Da una lettera del Settembre 1996 ad un’amica)
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