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lunedì 17 aprile 2006 - ore 23:54
Voglia e coraggio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Eccoli, uno di fianco allaltro. Luomo che Marca vede al Real (e la notizia ha lo stesso fondamento delle foto di Ronaldinho sui muri di Milanello...) e luomo che gli inglesi vedono al Chelsea. In realtà due uomini Milan di ieri, di oggi e di domani: Carlo Ancelotti e Andriy Shevchenko. E il campione ucraino il primo ad usare il fioretto nei confronti della domanda architettata dalla stampa spagnola in sede di presentazione di Milan-Barça: E bello che le grandi squadre europee stimino il nostro allenatore, ma lui ha firmato con il Milan e resta qua. E dopo la stretta di mano di Ancelotti al suo giocatore per questa frase, ecco i concetti della conferenza stampa: Da giocatore non ho mai affrontato il Barcellona, in Supercoppa Europea ero infortunato, dice il tecnico. Non penso alla mia prima semifinale da capitano, il capitano è Paolo e io spero sempre di vederlo in campo, dice la punta. Attestati di stima, frasi di prammatica, poi si va al dunque. Prima Ancelotti: La nostra preoccupazione non è quella di impedire al Barcellona di fare gol, saranno molto importanti il coraggio e la voglia di imporre il proprio gioco allavversario. E questa è una cosa che vale per noi come per loro. Sia il Milan che il Barcellona sono abituate a controllare il gioco, non a subirlo. Chi riuscirà ad avere il controllo della partita, avrà maggiori possibilità di vittoria. Poi Sheva: Mi fa piacere che San Siro abbia applaudito Ronaldinho a marzo, lui è un campione che piace, diverte, cerca il bello del calcio. Il nostro è uno sport affascinante perchè il bello può essere rappresentato da tanti campioni diversi fra loro e con caratteristiche diverse fra loro. Il bello del calcio è che non siamo tutti uguali, ognuno deve avere la sua identità. Il campionato? Il Barcellona è primo con un vantaggio importante, noi abbiamo invece la Juventus davanti a noi e mancano poche partite alla fine. E sempre difficile vincere sia il campionato che la Champions League, ma in Italia le difficoltà sono maggiori che negli altri paesi europei.
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