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Tuesday, April 18, 2006 - ore 09:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera sono arrivata a concludere che la storia andrebbe studiata sui dizionari, e non sui libri di storia. Sempre che sia utile studiare la storia, naturalmente, cosa sulla quale non scommetterei. Ad ogni modo, sabato ho comprato un dizionario del 1955: il Palazzi (non il Piccolo Palazzi che si usava alle elementari, e io invece avevo il Garzanti e mi sentivo diversa. Insomma, non il Piccolo, ma il Palazzi normale). Una delle notevolissime qualità di questo vocabolario è il segnalare i neologismi in corsivo e con sigla propria, e qui giace il senso del mio post. Tornando a considerare che l’anno di edizione è il 1955, possiamo pensare che vengano inseriti come termini nuovi le parole nate negli ultimi 20 anni? Mi pare un margine plausibile. Allora, vediamo:
intanto mi prende subito la malinconia per le parole che il Palazzi indica come neologismi e che sono drammaticamente in disuso già ai giorni nostri. Chessò, marsina , o interessenza . Penso alla breve vita di questi termini, tanto ggggggiovani cinquant’anni fa e ora snobbati senza rimorso, e questo mi parla della fatuità delle nostre fatiche e della caducità della vita (e mi viene in mente una tragedia in due battute di Campanile, ma la posto dopo).
Ma il pezzo forte sono i neologismi che perdurano ancora oggi. Ad esempio, massaggio . E se avevi male alla spalla prima del 1940? Cosa chiedevi al marito premuroso? "Amore, mi fai una frizione alle spalle?" o "Mi stropicci le spalle che sono tutta anchilosata?" (oh, sto usando i sinonimi che ci sono nel vocabolario, non prendetevela con me). Posso poi capire che pacifista sia, oltre che un termine, un concetto nuovo per la società del ’900, che l’ edilizia fosse un’attività di nicchia in un mondo di muratori non qualificati e senza piani urbanistici comunali (infatti "lottizzazione" non è riportata), e che nei decenni precedenti non ci fosse bisogno di cercare un parcheggio . Penso con simpatia a un mondo in cui era impossibile bocciare (ma penso che fosse frequente respingere), anche se non so come facessero i giocatori di bocce; con curiosità a un mondo senza furgoni , tantomeno blindati ; un mondo nel quale non si capisce come si potesse morire di epidemia, visto che fino a poco tempo prima era impossibile contagiare , o pagare a rate, visto che non si poteva dilazionare . Un’epoca felice, in cui Berlusconi non avrebbe saputo con chi prendersela, visto che non c’erano liberticidi . Un’epoca anche astratta, che ti impediva di realizzare le tue opere, ma anche i tuoi sogni.
Un’epoca allucinante. FUNZIONARE.
Funzionare? Funzionare è un neologismo?
E CHE CAZZO SI DICEVA PRIMA?
"Funge la tua bici?"
"Bussa, ché il campanello non adempie i suoi compiti"

Insomma, che razza di gente era questa? È una scusa per non prestarmi la penna se la mia non funziona?
Un po’ stronzi, ’sti qui del 1930/40.



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