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Tuesday, April 18, 2006 - ore 10:19
Ode alle ferie...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Carissimi, Buongiorno.
Tornare da un week-end così è davvero dura.
Venerdì: cena di classe 1985, tornare a vedere pochi ma buoni volti che ricordi dall’infanzia, buon vino e tante chiacchiere. E scopro che Vale è proprio un grande, lui e i suoi grossi dreads, continua a girare per il mondo con il suo zaino, ultimo viaggio un mese a Cuba, vedo nei suoi occhi immagini che non sa raccontare mentre dice: "Quello che viviamo qui, la continua corsa, lo stress, i soldi, non è questa la vera vita."
Gossip con le donnine, tra intrecci di persone scopri qualcosa che fa male, ma il passato dev’esser guida per il futuro, quindi avanti tutta.
Sabato lentezza, cazzeggio, lettura e un pò di sano far nulla...
Domenica troppo cibo ma pranzo di famiglia, riunioni che con parenti lontani sono così sporadiche, che quasi fanno piacere.
E a tardo pomeriggio sacco a pelo e borsa, su in Cadore, all’Happy Hour ci penso io, caraffe di spritz, e poi Churrasco e vino rosso fino a tardi, musica latina, discorsi poetici sfumati dall’alcool, seduti davanti alla fontana.
Ieri super camminata alla ricerca delle "Cascate delle pile", risalita sui massi sul greto del fiume, attraversamento delle cascate, sentieri ancora sulla neve, scarpe inadatte (grazie a Folletta, Doc, Ivan e Loris per le catene umane per salvarmi dal raggiungere di testa la valle in discesa...

).
Montagna e silenzio, acqua bevuta direttamente da una sorgente, altri gusti, un’altra aria, tempo purtroppo non clemente con noi, a qualche km dall’arrivo è iniziato a piover senza ritorno, e allora dietro front, miei prodi, si torna a casa stonfi, Ivan ai fornelli ci delizia con bruschette e pasta, poi rientro, doccia bollente e respiro che rallenta, fino a scivolare nel regno di Morfeo.
Oggi è veramente dura tornare in ufficio, penso al libro letto ieri, "Lettere dalla Kirghisia", sogno di essere in un mondo a portata di uomo, e tutto quello che faccioa volte sembra così poco importante.
Prima lettera dalla Kirghisia: Cari amici, non sono venuto in Kirghisia per mia volontà o per trascorrere le ferie, ma per caso. Improvvisamente ho assistito al miracolo di una società nascente, a misura duomo, dove ognuno sembra poter gestire il proprio destino e la serenità permanente non è unutopia, ma un bene reale e comune. Qui sembra essere accaduto tutto ciò che negli altri Paesi del mondo, da secoli, non riesce ad accadere. Arrivando in Kirghisia, ho avuto la sensazione di "tornare" in un Paese nel quale in realtà non ero mai stato. Forse perché da sempre sognavo che esistesse. Il mio strano "ritorno" in questo meraviglioso Paese, è accaduto dunque casualmente. Per ragioni tecniche, laereo sul quale viaggiavo ha dovuto fare scalo due giorni nella capitale. In ogni settore, pubblico e privato, non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di uneventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, allamore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili... Un abbraccio a tutti voi.
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