Uno spritzino, dopo aver letto l’intervista di Alberta Pierobon riportata domenica 23 aprile da Il Mattino di Padova con il titolo "Dentro al popolo dello spritz in missione per conto di Dio", mi ha scritto: "Strano prete, ma proprio strano! Intanto quanto hai intenzione di rimanere prete? E poi perdi un po’ di tempo a spiegare il perchè di quei cinque personaggi che hai citato come modelli".
Eccone la spiegazione.
Don Luigi Ciotti, prete. Innegabilmente è il prete che più di tutti sa farmi innamorare dell’essere prete. Fa parte di quella "frangia" di chiesa considerata ai margini dell’ortodossia, ma che sa essere capace di gesti profetici. Di lui ammiro la convinzione nel parlare della legalità e della giustizia, l’amore nel raccontare la sua esperienza di fede, il suo incredibile coraggio nel prendere posizione di fronte alla cronaca quotidiana.
Al mio "essere prete" aiuta il suo
coraggio innamorato.
*** Questo blog sostiene
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie di don Luigi Ciotti e la candidatura di
Rita Borsellino alla Regione Sicilia.
Giulio Andreotti, politico. L’uomo di cui ho sempre sentito raccontare e parlare con stima e rispetto fin da quand’ero bambino. L’uomo che, attaccato su più fronti, ha sempre saputo rialzarsi a testa alta con eleganza, coraggio ed educazione. La sua rivista,
30 Giorni, è uno dei miei giornali preferiti per crearmi un’opinione di cultura generale capace di entrare con precisione nel particolare.
Al mio "essere prete" aiuta la sua
convinzione rispettosa.
Pietro Grasso, procuratore. E’ il simbolo splendido di una giustizia e di una rettitudine che sa ancora commuovere e provocare. Figlio di una terra incantevole e contradditoria come la Sicilia, riesce a far rinascere la speranza sopra un cumulo di macerie. Fa parte di quelle gente che t’incanta senza l’ausilio delle parole.
Al mio "essere prete" aiuta la sua
rettitudine convincente.
Roberto Benigni, attore. L’emblema della fantasia "sparata" all’apice. Carattere estroverso, capacità di stupire e creare poesia dal nulla, cultura immane e sapientemente usata, riesce a trasmettere cultura unendo le lacrime di gioia a quelle di commozione. Splendida la sua concezione dell’uomo cantata ne
La tigre e la neve:
"Ogni uomo è un abisso: a guardarci dentro ti vengono le vertigini". Cosa lo distanzia dalla concezione cristiana dell’uomo?
Al mio "essere prete" aiuta la sua
fantasia estroversa.
Magdi Allam, giornalista. La limpidezza nello scrivere, la capacità di suscitare curiosità e interesse, la sua penna fluida e ricca di spunti (anche polemici) da un po’ di tempo cattura il mio interesse. Un "uomo di cultura" che avrei pagato per trovare tra le cattedre in cui son stato alunno. La sua presa di posizione contro l’integralismo della terra di cui è figlio mi stupisce. Inutile nasconderlo che, un giorno, mi piacerebbe incontrarlo per scambiare due parole sul rapporto tra il mondo occidentale e il mondo orientale.
Al mio "essere prete" aiuta la sua
capacità di suscitare interesse.
*** L’anno scorso ho avuto il piacere e l’onore di presentare alla mia comunità don Luigi Ciotti. Quest’anno sarà la volta di un altro di questa "cinquina" di personaggi. Attraverso la loro testimonianza...forse qualche sorriso convincente in più si può ritrovare.
Cinque "professori" che mi son scelto perchè, a differenza di tanti altri, noti e meno noti, hanno intuito che l’alunno è un "fuoco da accendere" non "un vaso da riempire"!
Questo è un "post" di parte: ma ogni navigante ha le sue stelle per non perdersi in rotte che disegnino naufragi!
Grazie dell’attenzione che mi hai riservato