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2) Sicapunk che ascolta i POOH

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1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!



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Thursday, April 27, 2006 - ore 12:26


Gigi il fenomeno
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Vogliamo ricordarlo così. Con lo sguardo tipico dell’uomo che combatte la stipsi con velata stizza ed un’espressione immaginabile solo dal regista di The Blair Witch Project.

Il 24 febbraio 1967 nel napoletano si odono squilli di telefoni, suono di campane, fumo di trombe. E’nato jijì, un bambino subito bollato come bambino prodigio e posta prioritaria. All’età di quattro anni, pur di distrarlo un po’, il padre gli regala una fisarmonica, allo scopo di levarselo dai coglioni.
Il padre non aveva fatto i conti con la dura realtà napoletana. Lo strumento musicale, acquistato ad una pompa di benzina di Portici, conteneva un mattone in luogo della meccanica. Ma il bimbo Gigi, memore del fatto che Giove ha cagato fuori Minerva da un’emicrania, trova comunque il modo di far uscire melodie da tale bagaglio.
Una piccola macchia nera sul suo viso dà il nome ad un nuovo genere: il neomelodico. Gigi inizia a frastagliare lo scroto a tutto il vicinato, che inizia subito una sottoscrizione presso la cassa peota del bar del quartiere per mandarlo - il più lontano possibile - a studiare musica.
Così facendo, a 12 anni viene spedito a suonare pianoforte al conservatorio, purtroppo nella stessa città. I concittadini si assicurano che il ragazzo sia diligente, ed a 21 anni si diploma, etichettato ancora come bambino prodigio un po’in età, un po’come il piccolo Eric di Beautiful che ormai percepisce la pensione.


La sua carriera decolla, purtroppo non dall’aeroporto di Capodichino.
Inizia a suonare con Nino d’Angelo e Gigi Finizio, l’uomo universalmente più illustre E sconosciuto al mondo assieme ad Alessandro Canino.
Nella speranza di sfondare nel mondo dei fotoromanzi, per ingenuità si associa all’eroe della sceneggiata napoletana, Mario Merola: aveva capito sceneggiatura. Per lui suona il piano, in una interminabile serie di concerti che gli donano fama, denaro e stempiatura.
L’elemento chiave della carriera di Jijì, infatti, è la progressiva perdita di capelli, parafrasando Manuel Agnelli, proporzionale al suo successo.
Gigi vive dentro la propria anima una cruenta guerra: fama o non fama, fame o non fame, famo strano o non famo strano, capelli o non capelli?
A fugare ogni suo dubbio arriverà quel simpaticone di Niccolò Fabi con la sua canzone Capelli. Gigi ride di lui ed inizia a trascurare gli studi genetici sull’alopecia molesta per dedicarsi alla creazione della propria bambolina.


Già, ogni uomo necessita di una passione che contamini o rovini la sua regolare vita. Jijì fa costruire, dopo averne codificato la mappa del genoma su un pentagramma (che era anche il nome con cui a Napoli chiamava mezzo cinquantino di fumo), una bella gnocca quasi maggiorenne.
Tale ragazza nascerà già con un nome, un cognome, il fondo tinta e due grosse tette. Qualcuno saprà che si chiama Anna Tatangelo, ma i più ricorderanno solo le sue forme.
Da Anna Gigi pretende molto. Per esempio i canti autobiografici su quando, giovincello, si iniziava al sesso nelle arnie delle api ("Miele") o sulle prime esperienze omosessuali a tradimento nella doccia della caserma (e nel tempo che verrà il mio amore ti sorprenderà).


Anna piace. Qualcosa, però, nella fase di clonazione - human engineering non ha funzionato, e l’lsd consumato dagli scienziati le causa forti allucinazioni: vede tutte le cose come doppiamente fragili anche sul palco del festival di Sanremo, dove notoriamente ci sono solo fiori, quattro coglioni a presentare e l’orchestra di Peppe Vessicchio, il nuovo eroe dei due mondi con lo sguardo tipico da puttan-tour.
I media inventano ad arte una storia d’amore tra Jijì ed Anna, subito smentita: Gigi tiene famigghia, con prole a carico, anche se non ha ancora mai capito cosa voglia dire.


Gigi cerca di fare piazza pulita. Tra qualche stronzo che addirittura lo accusa di oscure connivenze, la sua più grande preoccupazione sembra sbaragliare la concorrenza.
Sogna di eliminare fisicamente pericolosi elementi, del calibro di Gigi la Trottola, Gigi Sabani, e soprattutto il temuto Gigi d’Agostino. Li ha solo sentiti nominare, nel suo mondo esistono solo i suoi dischi ed Aumma Aumma di Teresa de Sio, oltre al fondo tinta di Anna Tatangelo, ma è necessario ucciderli, perlomeno moralmente.
Per questo il suo make up artist crea, tra un fondo tinta e l’altro, la sua tipica espressione: Gigi d’Alessio è l’uomo in sedici noni.
Da qualunque angolatura lo guardiate, Gigi apparirà sempre un omino dalla testa schiacciata, come le facciotte dei presentatori della domenica sui nuovi maxi-televisori.
Questo sarà per sempre il marchio di fabbrica di Gigi, un uomo che si è fatto da solo (non è una novità, tutti i tossici iniziano così).
Un uomo che quando canta in italiano pochi riescono a comprendere, e quando canta in spagnolo sembra un leghista che canta in dialetto.
Soprattutto, lo ringraziamo per aver donato al popolo italiano (uno alla volta, per carità) Anna Tatangelo. In ogni bugia c’è un fondo di verità. In ogni Tatangelo un fondo tinta. Il MOIGE sta vegliando, prestate attenzione.

IL CAMMINO DELL’ETA’ - GIGI D’ALESSIO
Si comincerà quando il seno crescerà a sentire dentro il cuore un altro battito
e si perderà per un bacio dato già quella voglia di giocare con le bambole
cambierà il sapore delle lacrime se promette e poi non ti telefona
e la vita sembrerà una nave già affondata per metà

E ti inventerai quella solita bugia di dormire a casa di un’amica sabato
quando insieme a lui fino all’alba resterai per scoprire dove nasce il primo brivido
Guarderai le stelle mentre cadono quanti desideri avrai da chiedere
la tua penna scriverà quello che succederà
sulle pagine invisibili dell’anima

Ti regalerà dentro il cammino dell’età
una spiaggia dove il sole il giorno dopo arriverà
e ti stringerà d’inverno dentro un cinema in città
e all’uscita della scuola tutti i giorni aspetterà
Ti regalerà dentro il cammino dell’età
un vagone tricolore per un anno se ne andrà
coi capelli un pò più corti quando lui ritornerà
sarai pronta a far l’amore questa volta non soltanto per metà

Ci saranno crisi da difendere colpa di un’amica troppo stupida
e se lui non chiamerà il tuo orgoglio piangerà
sulle pagine invisibili dell’anima

Ti regalerà dentro il cammino dell’età
due parole senza cuore quella storia finirà
e ti sentirai morire per le cose date già
dove poggierai lo sguardo tutto gli assomiglierà
Ti regalerà dentro il cammino dell’età
quella rabbia di sapere se stavolta ci sarà
taglierai tutte le foto e strappando solo lui
sarà come una vendetta contro chi ha strappato tutti i sogni
tuoi

Proprio nel momento in cui non ci credevi più
tornerà quel sole dentro l’anima
e darai colore un’altra volta al cielo blu
e potrai capire che la vita dà di più
Ti ritroverai dentro il cammino dell’età
a capire se davvero l’uomo giusto è questo qua
e bagnando la tua penna dentro il cuore scriverai
il suo nome sulle pagine invisibili dell’anima che hai


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