La stessa onestà che mi ha portato ad affermare di essere solo in questa "pastorale della fantasia" che mi sono inventato... ora mi porta a far rimbalzare qualche risonanza che profuma di affetto e di simpatia. Ne riporto tre: un confratello prete, un ragazzo, una mamma .
"Carissimo don Marco,ero in vacanza in montagna con un gruppo di universitari, ma un amico mi ha segnalato la tua intervista su Il Mattino e appena ho avuto l’occasione me la sono letta. Hai tutta la mia solidarietà per quello che stai facendo e il Signore ti concede di fare. Hai perfettamente ragione: le domande dei giovani vanno accolte quando e dove sorgono e dentro ad ognuna di esse c’è un’esigenza incancellabile di verità. Incancellabile perchè ognuno se la trova addosso, non se dà lui. Se il Signore non risponde alle domande che abbiamo dentro, a cosa serve? E Gesù Cristo ha preso su di sè la nostra debolezza proprio per rispondere non con un discorso, ma con una presenza,una vicinanza umana. Chi con umiltà imita il Signore in questa "vicinanza"non perde tempo né lavora senza frutto. Ti sono vicino nella preghiera e se qualche sera cerchi un "collega" con cui stare a cena scambiando due chiacchiere fraterne, la mia porta è aperta. Cordialmente, don ..."
"Ciao don Marco, ho letto la tua intervista sul mattino… Sei un grande, trovo che quello che fai è un gesto meraviglioso di evangelizzazione, perché noi giovani delle piazze o del ghetto teoricamente abbiamo tutto ma in realtà non abbiamo assolutamente nulla se non disagio paura e a volte veramente l’ alcool diventa un rifugio abbastanza tranquillo e all’ inizio anche gioioso.Poi inizia la lieve forma di dipendenza che tantissimi giovani hanno (altri anche in forma grave) e si “smerda” tutto, gli entusiasmi, la gioia, la voglia sana di stare assieme, la possibilità di iniziare un sentiero sincero con una ragazza, la voglia di affrontare con lealtà discorsi che vadano oltre il semplice
“che figa quella”, “cos’altro bevi”, “dove troviamo i porri" o cose simili, il confrontarsi su tematiche importanti, ovvero tutte le cose che mi hanno sempre spinto a stare in piazza dalle 7 in poi…
Tra i ragazzi c’ è tanta sfiducia reciproca, tanta accredine per niente, la situazione sta franando e quello che tu fai è una gran cosa. Mi dispiace che tu sia isolato dal resto della curia ma sai che nella storia la chiesa e i suio organi hanno più spesso appoggiato opere terrene di vario genere che vere opere di carità cristiana come la tua! Senza Gesù noi siamo fottuti, tutto il mondo è fottuto, non mollare, ti sono vicino!!! Ciao, grazie..."
"Ciao don Marco, oggi sono a casa , ma sono appena tornata da due giornate fantastiche, anche se estremamente stancanti. (...) Oggi ho riguardato la mia posta ed ho visto l’articolo che ti riguarda. E’ una bella intervista, mi piace quanto hai detto, anche se già lo conoscevo: sinceramente ti invidio, perchè se tornassi ad essere giovane come te, farei anch’io lo stesso. Ora l’entusiasmo e il desiderio del ’ nuovo’ non mi manca, ma incominciano a mancare le forze...perciò affido il mio futuro, i miei desideri di "cieli nuovi e nuova terra" ad un sacerdote come te, un pò ’ matto ’, un pò scapestrato, ma innamorato di Dio, pregando perchè il Signore sempre più ti plasmi e ti renda come vuole Lui, ti faccia sempre più camminare per i suoi sentieri che, ricordati, non saranno mai i tuoi!!! Lo so che non hai tempo, ma mi piacerebbe che almeno una volta tu mi rispondessi, visto che possiamo parlare con email. Ti abbraccio, ..."
Grazie della vicinanza e... buona serata!