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Tuesday, May 02, 2006 - ore 19:58


I TEMPLARI....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I Templari in Piemonte
La croce e la spada - storia e leggenda
La posizione geografica del Piemonte ha favorito sin dai tempi più antichi il passaggio di popolazioni attraverso i suoi valichi alpini: dalle scorrerie galliche alle guerre di conquista romane, dai cartaginesi di Annible ad altre migrazioni più recenti, varie furono le vicende che si inserirono nel tessuto storico piemontese, e così fu anche, seppur marginalmente, per i Templari o Cavalieri del Tempio di Gerusalemme.

Come nacquero...
La storia dei Templari è intimamente legata a quella delle otto crociate (1096-1270) susseguitesi in Terra di Palestina. Quest’ordine, che univa la croce e la spada nelle mani dello stesso guerriero, monaco e cavaliere, sorse dalla necessità di difendere il regno conquistato dai crociati. La prima crociata sostenuta da Papa Urbano II (1096) e predicata da Pietro l’Eremita con il motto Dieu le veut, ebbe quasi tutti i suoi partecipanti massacrati nel viaggio attraverso i Balcani; seguì la spedizione capeggiata da Goffredo di Buglione, Duca della Bassa Lorena, che riuscì (1099) a conquistare Gerusalemme e assunse il titolo di Difensore del Santo Sepolcro; in seguito undici Cavalieri, tutti francesi, guidati da Hugo di Payns fondano nel 1118 a Gerusalemme l’Ordine religioso-militare dei Poveri Cavalieri di Cristo, che adotta le regole monastiche di S.Agostino. Baldovino II, zio di Goffredo, divenuto Re di Gerusalemme li sistemò nell’antico Tempio di Salomone, donde il loro nome di Cavalieri del Tempio di Sion (Gerusalemme) o Templari.

Chi erano...
I Templari erano Cavalieri, generalmente colti e nobili di nascita e il loro Gran Maestro assumeva la dignità di Principe. Nel 1128 l’Ordine fu confermato dal Concilio di Troyes e poi da Papa Innocenzo II.
Il fondatore dei Templari, Hugo di Payns, ebbe nell’abate francese Bernardo di Chiaravalle, predicatore cistercense della seconda crociata, un sostenitore e propagandista convinto che esaltando l’umiltà, lo zelo e la povertà dei Templari lo aiutò nel loro reclutamento.
Nel 1148 il Papa Eugenio III diede loro le regole di base benedettina e l’abito: manto bianco con croce rosso vermiglio. All’epoca l’Ordine si era già esteso ed arricchito grazie a numerose donazioni e disponeva di fortezze in Palestina. Con le loro fortune derivate dalle regole di povertà, gli ex Poveri Cavalieri divennero presto i banchieri dei pellegrini e i finanziatori delle notevoli spese che si dovevano affrontare per togliere la Terra Santa dalle mani... pagane degli infedeli.

Le accuse di eresia e immortalità, il processo farsa...
Le fortune di questa specie di finanziaria durarono fino a quando, nel 1307, il Re di Francia Filippo il Bello (già scomunicato da Papa Bonifacio VIII nel 1303 e ai ferri corti con Papa Clemente V), dopo aver goduto di grandi quantità di denaro elargito dall’Ordine, pensò che invece di restituire i capitali che gli erano stati prestati per condurre i vari conflitti con Aragonesi, Inglesi e Fiamminghi, sarebbe stato più economico eliminare l’Ordine dei Templari ed impossessarsi inoltre dei beni in loro possesso.
I Templari che, come tanti altri ordini religiosi, avevano col tempo perso molto delle loro virtù primitive, furono accusati di tutte le nefandezze possibili ed immaginabili; Filippo il Bello ne fece arrestare a sorpresa 138; con un farsesco processo durato sette anni (1307-1314) e malgrado le timide proteste di Papa Clemente V furono tutti inquisiti e condannati; alcuni morirono sotto tortura, altri sul rogo.
Quando la Terra Santa sfuggì ai cristiani, i Templari ripiegarono a Cipro dove avrebbero custodito la Santa Sindone (ora nel Duomo di Torino); dopo il grande processo i loro beni, soprattutto quelli immobiliari ospedalieri, furono amministrati da due altri Ordini: quello dei Cavalieri di Malta e quello dei Gerosolimitani. Nel 1312 il Papa Clemente V trasferitosi ad Avignone, decideva la soppressione dell’Ordine: era durato quasi duecento anni.

Gli insediamenti in Piemonte...
Il potere dei Templari in Italia, al contrario della Francia, fu molto limitato. La presenza in Piemonte, seppure scarsa, è documentata da alcuni insediamenti con proprietà di chiese e ricetti: a Torino, le chiese di S. Margherita del Tempio vicino all’attuale Valentino, la mansione o ricetto di San Severo, fusa con S. Margherita e passata ai Gerosolimitani (dopo che l’Ordine fu sciolto) e l’Abbazia con ospedale di San Giacomo di Stura a nord-ovest di Torino; a Chieri, San Leonardo; ad Ivrea, San Nazario con beni a Bollengo e Burolo; a San Giorgio Canavese, Santa Maria oggi San Giacomo; a Susa, Santa Maria con beni a San Giorio e Villar Focchiardo; a Villastellone, San Martino della Gorra e, in zona San Bartolomeo, casa-fortezza e chiesa; a Moncalieri, pare, il Castello della Rotta e si attribuisce loro la costruzione (1146) di un ponte in pietra sul Po, successivamente affidato ai Gerosolimitani e ora scomparso.
Tutte le provincie piemontesi ebbero insediamenti Templari. A Vercelli si ha un documento comprovante la proprietà dei Templari, in data 18 giugno 1179, del rifugio per pellegrini di San Giacomo d’Albareto.
Vercelli ebbe Templari illustri: citiamo Uguccione Gran Precettore d’Italia e Antonio Sicco, Segretario dei Templari in Palestina.
Attorno all’anno mille fu costruita in Val Susa, sulla sommità del monte Pirchiriano sopra Avigliana, la possente abbazia di San Michele Arcangelo (protettore dei pellegrini) che divenne punto di riferimento per i pellegrini provenienti dalla Normandia (abbazia di Mont Saint Michèle) diretti al monastero di San Michele sul Gargano per poi imbarcarsi a Brindisi per la Palestina.
Torino, sempre molto sensibile ai fatti misteriosi, diventò specie nel secolo scorso un centro di studi e ricerche sui Templari o Cavalieri del Tempio di Gerusalemme, ma a tutt’oggi pochi documenti accertano la veridicità di tanti episodi ad essi attribuiti.


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