
Aeris82, 29 anni
spritzina di FOSSONAAAAA
CHE FACCIO? EE..E...E PATATINE EE...EEBETE!! (lavoro massa...)
Sono sistemato
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ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
un ventilatore puntato addosso.. un asciugacapelli col diffusore.. una quarta di reggiseno... una Gallardo... una F4... un paio di scarpe fucsia alte 15 cm che nn porterei mai... un labrador... andare in california... mangiare una fiorentina... guardare spongebob... riuscire ad ammazzare le ultime due weapon di ffVII...
STO STUDIANDO...
credaghe ai ufo!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...

ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
1) il sesso
2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
3) riuscire con un solo sorriso a dare tanto amore a chi ne ha veramente bisogno, ma non trova le parole per chiedertelo.
4) Capirsi al volo, ridere, scherzare, chiaccherare ore, stare stretti senza un ma od un perchè, stare in silenzio ad ascoltare il rumore del respiro...emozioni forti date dal sentimento, queste sono meraviglie!
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Thursday, May 04, 2006 - ore 14:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’era una volta un uccellino, con ali perfette e piume lucenti,
colorate e meravigliose. Insomma, un animale creato per volare
in libertà nel cielo, e rallegrare chiunque lo vedesse.
Un giorno, una donna vide questo uccellino e se ne innamorò.
Stupefatta si fermò a osservare il volo con il cuore che batteva
all’impazzata, e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a
volare vicino a lei, e insieme vagarono attraverso i cieli e le
terre in perfetta armonia.
Lei ammirava, venerava, celebrava quell’uccellino.
Ma poi pensò: "E se volesse conoscere le montagne lontane?"
Ebbe paura. Paura di non provare mai più quel sentimento con altri
uccellini. E provò anche invidia: invidia per la sua capacità di volare.
Si sentiva sola.
E allora si disse: "Preparerò una trappola. La prossima volta che
arriverà, non potrà più andare via."
L’uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente, cadde
nella trappola e fu imprigionato in una gabbia.
Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni. Era l’oggetto della
sua passione e lo mostrava alle amiche, che dicevano: "Ma tu hai
davvero tutto." Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione:
visto che possedeva l’uccellino, e non aveva più bisogno di
conquistarlo, lentamente perse interesse per lui. E l’uccellino, non
potendo volare ed esprimere il senso della propria vita, a poco a
poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto.
La donna non gli prestava più attenzione, se non per nutrirlo e
pulirgli la gabbia.
Un giorno, l’uccellino morì. Lei ne fu profondamente rattristata e
iniziò a pensare sempre a lui. Tuttavia non si ricordava della gabbia,
rammentava soltanto il giorno in cui lo aveva visto per la prima volta,
mentre volava felice tra le nuvole.
Se avesse osservato sè stessa, avrebbe scoperto che ciò che l’aveva
colpita in quell’uccellino era la libertà, l’energia delle sue ali in
movimento, e non il suo corpo fisico.
Senza l’uccellino, la sua vita perse di sognificato, e la Morte andò a
bussarle alla porta. "Perchè sei venuta?" le domandò lei.
"Per farti volare insieme a lui nel cielo," rispose la Morte. "Se lo
avessi lasciato partire e tornare, lo avresti amato e ammirato anche di più.
Ora, invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare."
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