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Friday, May 05, 2006 - ore 12:57 The Beatles : RUBBER SOUL “Rubber Soul” pubblicato il 3 dicembre 1965 è forse il primo “concept album” della storia del rock. Stop ai brani cosiddetti “riempitivi” da inserire negli album e largo alle canzoni con un’entità a sé stante curandole ad una ad una nei minimi dettagli. Ecco perché se si ascolta “Rubber Soul”, per certi versi è come quasi sentire un “Best of...” Ben sei canzoni di questo album sono finite nelle varie raccolte e le altre otto sarebbe stato uno spreco relegarle come lato B di un singolo. 14 “perle” composte, suonate e cantate con grande maturità artistica dai nostri, una maturità raggiunta anche per quanto riguarda le tecniche di lavoro in studio di registrazione. Ciò che mi è sempre piaciuto di Rubber è la sonorità delle chitarre acustiche sempre più in netta evidenza seppure in “contrappunto” alle elettriche (e viceversa). George introduce per la prima volta il sitar nel rock, ben presto imitato dalla “concorrenza”, ovvero, Brian Jones dei Rolling (Paint in Black) e Jeff Beck degli Yardbirds (Heartfull of Soul, vers. 2). Sempre lui, con la nuova Rickenbacker 360/12 corde regalatagli dalla casa madre, ripercorre sonorità “Byrdsiane” e sempre con l’occhio puntato alle innovazioni tecnologiche, egli sperimenta suoni distorti con i primi “box effects”. Le liriche di Rubber si fanno sempre più impegnate e addirittura autobiografiche con Lennon che raggiunge l’apice con la splendida“In My Life”. Infine, non mancano i primi vagiti psichedelici non tanto per la musica quanto per la copertina dell’album che riporta i loro visi allungati , frutto di una curiosa casualità. Tuttavia la foto di copertina è in contrapposizione con quella del retro, dal gusto tipicamente beat sicuramente più al passo con i tempi. Infine, con Rubber Soul, sia Lennon che McCartney iniziano a comporre prevalentemente per conto proprio. Ecco la track list da paura… DRIVE MY CAR: (McCartney) Inizio con il botto! Uno dei più efficaci brani d’apertura di tutti i loro album. Il testo originale di Paul non piacque a Lennon e quindi il pezzo fu riscritto a quattro mani. I due si dividono il difficile canto, con Paul voce alta che canta sulla 4° della tonalità di RE maggiore (SOL) e John nella 5° sotto rispetto a Paul, (DO) con George che interviene alla fine della strofa con una 5° eccedente sulla tonalità di LA maggiore (FA) e il ritornello. Se non è genio questo!… Il riff raddoppiato dalla chitarra e il basso che suonano simultaneamente la stessa parte, fu suggerito da Harrison dopo che aveva sentito “Respect” di Otis Redding. Ma la vera notizia bomba è che alla chitarra solista nel assolo “slide” non c’è George come avrebbe dovuto essere bensì McCartney come avvenne per “Taxman” in “Revolver”. Ebbene, il “mancino maledetto” è la chitarra solista di “Drive My Car”. È strano se si pensa che la tecnica dello “slide guitar” diventa lo stile inconfondibile di Harrison post Beatles. Tuttavia Paul esegue un assolo di ineguagliabile bellezza per raffinatezza e tecnica e volendo strafare, realizza anche gli efficaci interventi di pianoforte sull’inciso. A rinforzare ulteriormente il ritmo del pezzo, ci pensa Ringo, percuotendo il tamburello e il caratteristico “campanaccio”. NORWEGIAN WOOD (This bird has flown): (Lennon) Un “unplugged” di livello stratosferico, dove per la prima volta il sitar fa la sua comparsa nel rock per opera di George, il quale armeggia con lo strumento indiano acquistato da poco, come fosse una chitarra. Tuttavia il risultato del lavoro di Harrison è eccellente. Il sottotitolo “This Bird Has Flown” è frutto di un compromesso di John, non sapendo come intitolare la canzone, una delle sue più belle in assoluto. La storia narra che il pezzo fu rifatto completamente dalla prima volta in cui fu registrato. Infatti, se si ascolta la versione primordiale di Norwegian Wood su “Anthology”, ci troviamo davanti ad un pezzo di uguale fascino e quindi parlare di “rifacimento” potrebbe essere improprio. YOU WON’T SEE ME (McCartney) Questa canzone, per noi Beat Shop, ha una storia particolare per il fatto che l’abbiamo provata alcune centinaia di volte ma non siamo mai riusciti a farla rendere come si deve, da doverla abbandonare. Con l’arrivo di Manuel alle tastiere l’abbiamo ripresa, riprovata numerose volte, e addirittura suonata in pubblico, ma i risultati non essendo più di tanto migliorati, abbiamo pensato di tralasciarla ed eventualmente riprenderla in futuro. Di per sé il pezzo è molto bello poiché possiede delle ottime vocalità in botta e risposta. L’inciso è stupendo. Nel punto in cui cantano a due voci: “time after time, you refuse to even listen, I would’nt mind, if I knew what I was missing”… sublime!… NOWHERE MAN (Lennon) John dichiarò che Nowhere Man, uno degli hits più celebri dell’album, fu scritta senza ispirazione alcuna, ovvero, che si era seduto cercando di scrivere una canzone ma non gli veniva in mente nulla e allora pensò di essere “un uomo inesistente, seduto in una terra inesistente, che crea progetti destinati a nessuno”… Ora quanti vorrebbero sedersi , non avere nessun tipo di ispirazione per poi scrivere una canzone come questa ? La canzone cantata tutta a tre voci, con John sulla linea melodica, Paul voce alta e George nella parte vocale bassa, riporta un superbo assolo di Harrison suonato ad accordi con una nuova Fender Stratocaster con i toni acuti “sparati” al massimo. John invece, con la sua Gibson acustica munita di barrè mobile posizionato sul 2° tasto suona la parte ritmica con l’accorgimento di ammorbidire la pennata sulle corde. Una delle caratteristiche peculiari di Lennon “chitarrista” è sempre stata la fluidità nel suonare la ritmica con la chitarra acustica. Queste sono le sonorità acustico-elettriche che prediligo, di cui accennavo nell’introduzione. Anche se lasciata per ultima non è meno importante l’incredibile “bass-line” di Paul. Chissà come avrà fatto ad inventarsi un giro del basso così difficile e complicato. Questa tecnica credo si chiami “walking bass” (basso che cammina) gia sperimentata da Paul in molte altre occasioni (ad es. All My Loving). In pratica il basso oltre a suona le note sia in “battere” assieme alla cassa, che in “levare” dando l’impressione che “cammini”. Ma qui i numerosi bassisti di Spritz, e cioè, Arcu, Ludo o Sick, sicuramente sanno la storia meglio di me. THINK FOR YOURSELF (Harrison) Nel 1965 fanno la comparsa i primi “fuzz box”, ovvero, quelle scatolette elettroniche che servivano a generare una distorsione controllata. Il “fuzz box” è il “nonno” dei distorsori detti anche “Over Drive”, che si presentano sottoforma di pedalini colorati che al giorno d’oggi si vedono ai piedi dei chitarristi, e servono per distorcere il suono. La prima chitarra distorta più famosa della storia del rock, fu indubbiamente quella di Keith Richards dei Rolling su “Satisfaction”. Tuttavia, sempre qualcuno di quegli amici un po’ più anziani di me, mi confessarono che quel suono, generato da una chitarra collegata ad un “fuzz box”, avrebbero giurato si trattasse di un sax, poiché mai si pensava che una chitarra potesse arrivare a suonare in quel modo. Detto questo, i Beatles sempre alla ricerca di nuove sonorità, anche a costo di trasgredire le regole, collegarono uno di questi aggeggi, non alle chitarre bensì al basso di Paul, il quale suonò per tutta la canzone due line-bass identiche di cui una con il basso collegato al “fuzz box”. I tecnici della EMI costruirono in casa i propri “fuzz box”, mettendoci, invano, delle etichette con scritto: “da usarsi solo con le chitarre”… THE WORD (Lennon- McCartney) Una canzone scritta a quattro mani, prevalentemente da John, con qualche influenza di musica “soul” che imperversava nella classifica inglese in quel periodo. Praticamente la canzone ha una costruzione blues, ma l’inciso si stacca totalmente dai suoi canoni, con Lennon che canta sopra un riff di chitarra di tre note su una sequenza crescente di accordi. MICHELLE (McCartney) Mi sembra superfluo descrivere questa canzone che probabilmente sarà conosciuta in ogni angolo del mondo e quindi , dirò solo ciò che mi ha colpito tecnicamente di questo “classico” di Paul. Le note ascendenti del basso incastrate con gli accordi discendenti del celeberrimo arpeggio iniziale di chitarra, basta e avanza per dir poco geniale l’impianto della canzone. La chitarra acustica che esegue la ritmica con il barrè mobile posizionato sul 5° tasto è semplicemente favolosa. Sembra sia stata suonata da Paul ma mi piace pensare sia opera di John quelle raffinatezze con i “glissati” in 7° diminuita nel punto del cantato in francese e nello stesso punto riportato nel perfetto assolo di chitarra. Non esiste imperfezione in Michelle. Paul canta in maniera ineccepibile supportato dai cori di John e George. Una perla. WHAT GOES ON (Ringo Starr) Ringo debutta e figura come autore assieme a Lennon-McCartney. Almeno così è accreditato il pezzo. In realtà la canzone è una delle riesumazioni scritte da Paul e John nei primi 60 durante le “marinate” di scuola. Ringo canta da solista supportato dai cori di Paul e John sopra una tessitura di ghirigori di chitarre elettriche suonate rispettivamente da John e George. Ne abbiamo una versione incisa anche da noi in studio con doc. Gino nella parte di Ringo… La riesumeremo… GIRL (Lennon) “Girl”, è la “Michelle” di John, o “Michelle” è la “Girl” di Paul… Da stabilire… e quindi anche di questo bellissimo pezzo di John dirò ciò che mi emoziona di più. Il famoso “barrè mobile” si sposta questa volta nel 7° tasto della chitarra acustica di John il quale con plettrate fluide ne esegue la ritmica. Harrison subentra con un arpeggio ad una corda, sopra la voce triste e sospirosa di John nella strofa finale. John nell’assolo conclusivo, suona la chitarra come nella tecnica del banjo a bicordo con salti di terze incastrando perfettamente l’ arpeggio di Harrison. Altra perla. I’M LOOKING THROUGH YOU (McCartney) Di questo pezzo esistono versioni alternative udibili su “Anthology” assolutamente degne dell’originale. Inutile sostenere da parte mia la predilezione dei giochi di chitarra acustica suonata ancora con il “barrè mobile” sistemato inspiegabilmente nel primo tasto relegando la canzone nella strana tonalità di LA bemolle. Questo continuo spostare il barrè nelle diverse tonalità penso sia stato ispirato da Bob Dylan, un fatto ordinario per lui nel cantare le sue canzoni folk spostando continuamente il capotasto sul manico della chitarra. IN MY LIFE (Lennon) Una delle opere più importanti di John, sopratutto per quanta riguarda il testo autobiografico, considerato un po’ il preludio di “Strawbwrry Fields Forever”. Tuttavia Paul ne rivendica una fetta della paternità della canzone che a mio avviso è più “lennoniana” che mai. Fu registrata lasciando nel mezzo della canzone un vuoto di 8 battute finchè non fu deciso di incidere un assolo di piano nello stile di Bach. L’assolo “barocco”di George Martin fu inciso con il pianoforte a velocità dimezzata per conferire all’ascolto a velocità normale l’effetto di un clavicembalo. WAIT (McCartney - Lennon) Wait era una pezzo registrato durante le sessioni di “Help” che fu escluso dall’album, ma poiché il tempo limite era arrivato per la pubblicazione del nuovo album decisero di riesumarla per inserirla su Rubber soul. È una canzone considerata come una delle “minori” di tutta la produzione dei Beatles anche se in realtà a me piace, specialmente per quanto riguarda l’introduzione cantata a due voci (John e Paul) con accordi discendenti di chitarra elettrica usata con il pedale volume, un accorgimento usato spesso in passato da Harrison. È Forse nell’inciso che si denota una carenza di idee proprio per il leggero imbarazzo che si avverte nel canto di Paul, sopra una base strumentale assai scarna e vuota da far quasi desiderare all’ascoltatore la risoluzione per passare presto alla seconda strofa. IF I NEEDED SOMEONE (Harrison) Nel 65, in occasione del tour americano dei Beatles, La “Rickenbacker Corps” mandò uno dei suoi agenti ad una conferenza stampa con una nuova Rickenbacker 360/12 corde da regalare a George molto simile a quella di Roger McGuinn, come era stato fatto l’anno prima. Per tutto il 66 (fino ad agosto) George si portò in tour questa chitarra con la quale eseguiva solo questo pezzo inserito nelle scalette del 66. George dichiarò apertamente di aver scritto “If I Nedded Someone”ispirandosi a un pezzo dei Byrds, “The Bells Of Rhymeny” incluso nel loro primo album. Effettivamente il coro a tre voci e l’arpeggio nella parte centrale del pezzo ha molta affinità con il pezzo dei Byrds con la differenza che George esegue quell’arpeggio con il barrè mobile posizionato sul 7° tasto dando alla Rickenbacker 12 corde una sonorità più sui registri acuti rispetto a quella di McGuinn. Quest’ultimo, ha ripreso il pezzo di George facendone una versione nettamente inferiore all’originale e l’ha incluso nel suo ultimo album (veramente scarso) “Limited Edition” che finalmente sono riuscito ad avere. RUN FOR YOUR LIFE (Lennon) Non ho mai capito perché John odiasse tanto questa canzone che io ritengo una delle più belle per costruzione e potenza vocale. È un pezzo che faceva parte del nostro repertorio poco prima dell’arrivo del nostro attuale tastierista Manuel e pur essendo uno delle canzoni meno celebri dei Beatles ci veniva calorosamente applaudito forse perché piaceva al primo ascolto. Allora visto che dal vivo avevamo questa tendenza ad eseguirlo bene abbiamo deciso di inciderlo come per “Nowhere Man” e “What Goes On”. Ben tre sono le chitarre utilizzate nella canzone. La ritmica acustica di Lennon, un “glissato” di chitarra distorta nell’accordo di Reb – RE nel 10° tasto in fondo al manico, e il riff all’inizio di ogni strofa molto semplice ma efficace. L’assolo di Harrison è stato suonato sicuramente con la Stratocaster. Uno dei miei pezzi preferiti, indubbiamente. Da segnalare che quel lontano 3 dicembre del1965, usci oltre all’album anche il 45 giri "We Can Work It Out / Day Tripper" non incluse nella track list. Non so se mi spiego... Concludendo dico che ogni collezione discografica che si rispetti deve avere "Rubber Soul" sotto la voce:"migliori dischi rock"... provate ad ascoltarlo e provate a sentire le emozioni... alla prossima... LEGGI I COMMENTI (4) PERMALINK |
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