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franz79, 27 anni spritzino di Prov. Rovigo CHE FACCIO? Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO vasco rossi ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Friday, May 05, 2006 - ore 18:12 Che giorno è oggi? 5 maggio? Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando allultima ora delluom fatale; né sa quando una simile orma di pie mortale la sua cruenta polvere a calpestar verrà. Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque; quando, con vece assidua, cadde, risorse e giacque, di mille voci al sònito mista la sua non ha: vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, sorge or commosso al sùbito sparir di tanto raggio; e scioglie allurna un cantico che forse non morrà. DallAlpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, di quel securo il fulmine tenea dietro al baleno; scoppiò da Scilla al Tanai, dalluno allaltro mar. Fu vera gloria? Ai posteri lardua sentenza: nui chiniam la fronte al Massimo Fattor, che volle in lui del creator suo spirito più vasta orma stampar. La procellosa e trepida gioia dun gran disegno, lansia dun cor che indocile serve, pensando al regno; e il giunge, e tiene un premio chera follia sperar; tutto ei provò: la gloria maggior dopo il periglio, la fuga e la vittoria, la reggia e il tristo esiglio; due volte nella polvere, due volte sullaltar. Ei si nomò: due secoli, lun contro laltro armato, sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato; ei fe silenzio, ed arbitro sassise in mezzo a lor. E sparve, e i dì nellozio chiuse in sì breve sponda, segno dimmensa invidia e di pietà profonda, dinestinguibil odio e dindomato amor. Come sul capo al naufrago londa savvolve e pesa, londa su cui del misero, alta pur dianzi e tesa, scorrea la vista a scernere prode remote invan; tal su quellalma il cumulo delle memorie scese. Oh quante volte ai posteri narrar se stesso imprese, e sulleterne pagine cadde la stanca man! Oh quante volte, al tacito morir dun giorno inerte, chinati i rai fulminei, le braccia al sen conserte, stette, e dei dì che furono lassalse il sovvenir! E ripensò le mobili tende, e i percossi valli, e il lampo de manipoli, e londa dei cavalli, e il concitato imperio e il celere ubbidir. Ahi! forse a tanto strazio cadde lo spirto anelo, e disperò; ma valida venne una man dal cielo, e in più spirabil aere pietosa il trasportò; e lavvïò, pei floridi sentier della speranza, ai campi eterni, al premio che i desideri avanza, dovè silenzio e tenebre la gloria che passò. Bella Immortal! benefica Fede ai trïonfi avvezza! Scrivi ancor questo, allegrati; ché più superba altezza al disonor del Gòlgota giammai non si chinò. Tu dalle stanche ceneri sperdi ogni ria parola: il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola, sulla deserta coltrice accanto a lui posò. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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