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chicca87, 18 anni
spritzina di Monselice purtroppo...
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STO LEGGENDO

slide...delle varie lezioni..non capisco nienteeee!!!


HO VISTO

...lui in concerto a PD!!!


New Jork by night..stupenda!


San Francisco...


Los Angeles...


Las Vegas...


Monument valley...


STO ASCOLTANDO

..Sempre lui..


..Greenday..


..Shakira..




ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



..lui!!!! Figooooooo!!!!







STO STUDIANDO...

...dunque...

- PROGRAMMAZIONE :C...

- ARCHITETTURA DEGLI ELAB. :mmm.. devo ancora capire bene di cosa si tratta!

- CALCOLO NUMERICO: Matematica pura...aiutooooo!!!

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Pensare continuamente ad una persona....anche se è quella sbagliata...
2) vivere una vita intera e scoprire di aver sbagliato tutto solo alla fine!!!

3) Dire a se stessi "ormai è troppo tardi, il treno è passato e tu l'hai perso"
4) credere per un attimo di poter essere in un tempo senza tempo e scoprire che invece tutto scorre...e da questo non si può fuggire...

5) Quante persone
quante facce
in questo teatrino.
Ogni giorno gli stessi ruoli
gli stessi giochi.
Ogni giorno le stesse maschere da indossare.
Tutti pagliacci in questo circo, e poi c'è chi, tolta la maschera piange davvero

MERAVIGLIE


1) le giornate di sole splendente che ti fanno sorridere anche se ti sei svegliato male
2) sentirsi VIVI e sapere che nella vita ci saranno tanti altri momenti così..
3) sapere che, in fondo, l'incidente che ho fatto, ha i suoi lati positivi!
4) La vita di tutti i giorni, quando abbiamo tempo per fermarci ad osservarla.
5) il brivido. la passione delirante per un istante che segnerà indelebilmente la vostra unicità. la puerile sensazione di onnipotenza intrisa nei miei vent’anni e la consapevolezza che in un battito di ciglia sia racchiusa l’essenza più pura di un’esistenza ancora da disegnare.
Ognuno è l’artefice del proprio destino.




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Friday, May 05, 2006 - ore 18:33


Il piccolo principe
(categoria: " Vita Quotidiana ")


" La mia vita è monotona. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos’è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E’ vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E’ certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".
" L’essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.




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