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Saturday, May 06, 2006 - ore 16:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Inizia il Giro d’Italia; ne approfitto per parlare di ciclismo.
Il secondo sport più amato, dopo il calcio.
Da bambino tiravamo calci al pallone pensando a Platini e Maradona e facevamo le corse con le prime biciclettine pensando a Moser, Saronni, Visentini, Lemond, protagonisti del ciclismo anni ’80.
Eredi di una generazione che aveva seguito molto questi sport (i protagonisti erano noti anche ai non appassionati grazie agli album di figurine, alle biglie contenenti l’immagine del corridore che si usavano in spiaggia).
Adesso come stanno le cose?
Di calcio si parla sempre, ma l’analisi della partita, il gesto tecnico del fuoriclasse etc. interessano sempre meno; si discute di arbitraggi, di giochi di potere, di bilanci etc. insomma, non è più sport, è business.
Di ciclismo si parla poco, sempre meno.
Mancano i grandi campioni: Armstrong non è mai venuto al Giro; sono 10 anni che il Giro è vinto da italiani che poi al Tour non si confermano, fatta eccezione per Marco Pantani.
A questo proposito ricordo l’estate del ’95, mi trovavo a Cavalese, seguivo il ritiro precampionato dell’Inter, c’erano tanti tifosi di calcio che nel primo pomeriggio lasciavano il campo per andare a vedere in tv il tappone di montagna del Tour, perchè c’era Pantani.
Tutti si aspettavano i suoi scatti in montagna, e lui non deludeva l’attesa.
Invece l’anno scorso, durante il Giro, ricordo la tv accesa dal barbiere durante il tappone di montagna, tutti i più forti appaiati e nessuno che scattava....se qualcuno non scatta in salita è una noia, mannaggia.
Quindi, vediamo un po’ questo Giro dal tracciato strano ma ricco di salite; i favoriti sono sempre quelli: Basso, Cunego, Simoni, Savoldelli.
Buona fatica ai corridori, protagonisti e gregari.


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