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Tuesday, May 09, 2006 - ore 15:52


Resoconto londinese... (ok, è lungo... prendete fiato...)
(categoria: " Viaggi ")


Difficile ripartire da Londra proprio quando ti ci stavi ri-abituando.
Difficile ripartire dopo soli 4 giorni.
Paradossale, quasi, affermare che mi sono abbronzata a Londra, e di più: mi sono pure rimasti i segni della maglia che avevo. Si perché caso vuole che proprio i giorni in cui ero lì fossero straordinariamente assolati, tanto da meritarsi battute varie ai tg mattutini della Bbc (“Panorama insolito oggi eh?” –diretta al Giuliacci della situazione- e anche: “In questi giorni il tempo a Londra è davvero inconsueto, per il suo clima: 27 gradi, più di Roma”). E mentre mi dirigevo verso il Boeing 737-800 che mi riportava a Treviso, guarda un po’, pioveva….
Quattro giorni sono pochi, inutile dire che anche stavolta sarei rimasta ancora lì. Mi chiedo se, passata la novità, potrei mai stancarmi di questa città. Perché anche se dicono cavolate, o parlano del più e del meno, o fanno una battuta, mi piace sentire che l’inglese è tutto intorno a me (citazione…).
Riporto frammenti, perché sarebbe impossibile fare una stesura logico-consequenziale-dettagliata di questo breve soggiorno. Quindi direi che:
- Accidenti all’hotel e all’avere solo marmellate di arancia, fragola o more per colazione. Scelta meno peggio: arancia. Almeno l’hotel era pulito e rinnovato, buona scelta quindi. (tre giorni a passare in rassegna pagine su pagine internet hanno servito…)
- Evviva Harrods e tutti i suoi “luxurious goods”. Soprattutto la tv al plasma della LG, la più grande finora, 72 pollici, relativo impianto home-theatre e dvd… Il tutto, udite udite, PLACCATO ORO testuali parole dalla targhetta (traduco) : “Abbiamo realizzato questo gioiello di impianto in oro per poter rendere il suono più performante, e dare un tocco di classe al vostro salone”. E io che, a prima vista, pensavo fosse solo una colorazione dorata. Se se…! Non riesco a descrivervi l’impatto visivo di cotanta preziosità. E già il plasma a 72”, credetemi, è un bel vedere.

- Evviva Harrods, ancora, perché non riesco mai a girarlo tutto (cosa penso impossibile se non ci dedichi due giorni pieni). E anche perché non sarebbe Harrods se non ci perdi l’orientamento almeno una volta. Impossibile, anche questo, da spiegare.
- Fantastici i pubs londinesi, manco a dirlo, molteplici e tutti pittoreschi, pieni di gente. E se c’è una cosa che costa meno di qua (forse una delle uniche cose…) è il bere. Record al minimo: mezza pinta pagata l’equivalente di 2 euro.
- Merita tantissimo trovarsi alle 11 a Buckingham Palace per il cambio della guardia. Specie se c’è un sole pieno e ti ustioni il lato sinistro del collo… Bella parata, l’orchestra, le guardie e i cavalli tutti tirati a lucido…
- Merita tantissimo il panino “ham & cheese”di un bar in zona Victoria. Posso affermare il contrario di un panino sempre prosciutto e formaggio di un bel pub a Carnaby Street: servitomi FREDDO. Non sapevo che in alcuni posti viene servito freddo. Accidenti, ora lo so. Immaginate addentare prosciutto alto quasi un centimetro, e formaggio freddo… Per me non è stata una grande esperienza…vabbè, sarò delicata. W il sandwich caldo.
- Istruttivi e interessanti lo Science Museum e il Natural History Museum. Anche solo per tutti gli spazi interattivi che ci sono. Foto di rito col modulo originale dell’Apollo 10, e con “Forest Pig” (maiale de furesta–cinghiale), scimmie, aerei, motori, gemme, dinosauri, termometri, razzi ecc…
- D’effetto la stanza al Natural History con la ricostruzione esattamente fedele del terremoto che colpì la città di Kobe in Giappone nel 1995 mietendo 6000 vittime. Ci si trova all’interno di un mini supermercato (le immagini che fecero il giro del mondo furono proprio quella di una telecamera a circuito chiuso) dove viene riprodotta la stessa scossa ondulatoria di 7,3 gradi scala Richter. Impressionante, se si pensa che fu proprio così.
- Il negozio di giocattoli più grande di Londra (beh, è un palazzo intero…), Hamleys, da visitare anche se sembra non interessarti (è il mio caso, sono entrata per curiosità e ne sono uscita entusiasta, in più con un peluche a forma di maialino/diavoletto che ride a crepapelle e vibra con suoni e movimenti). E un sacco di cose mai viste qui.
- Sarebbe stato da filmare il bambino di circa 8/9 anni che stava giocando a “Guitar Hero”, nuovo gioco della Playstation 2, dove imbracci una chitarra e devi seguire la musica (tutte canzoni famose) e farci gli accordi e gli assoli che ti vengono indicati dalla lettera corrispondente che si illumina. Avevo le lacrime agli occhi a forza di ridere guardando questo biondino con la chitarra quasi più grande di lui, suonare PERFETTAMENTE le parti di “I Love Rock And Roll”. Troppo rocker nell’animo!
- Sarebbe stato da filmare anche l’ometto puntualmente vestito simil-Elvis che, a sorpresa, dentro al treno della metropolitana in corsa ha acceso il suo amplificatorino e si è messo a suonare “Johnny Be Good”. Troppo convinto.
- Sarebbe stato bello fare un giro sul London Eye, la ruota panoramica più grande del mondo (135 mt.), ma faceva un caldo bestiale e tutti si sventolavano dentro alle cabine, in più 18 euro a testa non sono pochi… Prossima volta, maybe.
- Oltre a non avere il bidet, gli inglesi hanno spesso due rubinetti separati per l’acqua calda e fredda, e quasi sempre il lavandino è piccolissimo, anche se la stanza magari è abbastanza ampia e ci sarebbe stato tutto lo spazio a sufficienza per un lavabo ragionevolmente più grande. Spesso nei ristoranti non riuscivo nemmeno a sciacquarmi le mani!
- Proficue le loro file ordinate e lo stare rigorosamente a destra sulle scale mobili.
- Insidiosa e fastidiosa la bufera che si scatena in alcune metropolitane (Piccadilly su tutte) all’arrivo del treno.
- Bizzarro incrociare gente che io chiamavo “Gennaio”, e altri chiamati “Agosto” rispettivamente per: essere vestiti in cappotto e sciarpa di lana, essere in canottiera e infradito. Pur nella stessa soleggiata giornata di Maggio. Entrambi comunque paradossali. Specie la versione "canotta di sera".
- Istruttivo anche l’ispezionamento del mio bagaglio a mano (la mia semplice borsa) in aeroporto a Stansted. Avevo pure i minuti contati, vabbè. Dapprima una poliziotta ispeziona per bene me (eppure avevo la faccia più da brava ragazza di tutti/e! -sarà per quello...hehe...), poi l’addetta alla dogana mi chiede se può guardare nella mia borsa. “E’ il Suo lavoro”, le dico sorridendo io. Così apre per bene tutto, anche il portafoglio, e mentre sbircia le 15 sterline che mi erano rimaste (tra l’altro del mio ragazzo), fa la linguetta trovandole appetibili. Io la smorzo dicendole con una battuta che non avrebbe trovato molti soldi perché Londra è molto cara. Lei ride. Poi con un aggeggio fatto a mestolino con un filtro usa e getta mi passa in rassegna tutta la borsa, passa sopra i cellulari e dentro i vari scomparti. Mi requisisce momentaneamente i cellulari e va ad analizzare il filtro in un macchinario apposito. Azz…mi sembrava di avere a che fare con GRISSOM di C.S.I.. Le chiedo cosa fosse, dato che nel frattempo stavamo chiacchierando amabilmente, e mi spiega che serve per vedere se le mie cose sono state a contatto con polveri esplosive. Grissom vero e proprio insomma. Dopo tutto ciò, mi ridà gentilmente le mie cose e mi chiede dove stessimo andando. “Venice”, rispondo. E Lei: “Per quanto rimarrete?” “Veramente sono di Venezia….” Sorride. Tanti saluti Grissam!
- Da nervoso assoluto vedere che gli unici a fare casino in fila e a litigare per chi c’era prima e chi no all’imbarco erano solo gli italiani. Ma porca miseria… Tanto in aereo ci si va tutti, no?? Vabbè…

Ok il racconto è già troppo lungo, anzi, lunghissimo… E sicuramente ho dimenticato qualcosa.

Bravo chi è arrivato alla fine.




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