
Lapis, 22 anni
spritzina di l'isola che non c'e'
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Il nome della rosa...maledizione non riesco ad andare avanti pero..son tipo alla 4 pagina dA UN MESE :/
infatti ecco che da un paio di giorni l’ho accantonato,ora leggo:Venezia Enigma...molto interessante..
nuovamente le vie dei canti
HO VISTO


cose assurde
e...
STO ASCOLTANDO
Jethro tull

Queen

Pink Floyd

Led Zeppelin

Physical Graffiti
1975

Led Zeppelin II
1969

Coda
1982

Presence
1976

Houses Of The Holy
1973

Remasters
1982

In Through The Out Door
1979
PFM

pearl jam
depeche mode
e tanto altro...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
cosa fare della mia vita e come conquistare il mondo..
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
2) la falsità
3) Essere un essere supremo ma non poterlo dimostrare
4) contare i passi per misurare le distanze (vedi Chatwin:le vie dei canti)
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3) percepire...
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Tuesday, May 09, 2006 - ore 21:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")
scrivo queste cose dopo aver letto il post dove si chiedeva:ma chi e’ quel genio che ha inventato la musica?
LE ORIGINI DELLA MUSICA
Nessuno dei popoli primitivi studiati dagli antropologi ignora l’uso dei suoni, cioè un qualche tipo di musica. Ed è pensabile che essa si sia sviluppata nelle comunità preistoriche insieme con il linguaggio. Per amplificare la voce e mandare richiami a distanza, gli uomini primitivi si servivano di grandi conchiglie o di trombe fatte di scorza d’albero, che furono dunque i primi strumenti a fiato. Oppure battevano su tronchi cavi o su pelli tese sopra un recipiente vuoto, insomma sui primi strumenti a percussione.Anche la natura offre suoni significativi, che possono essere modulati o fragorosi: basta pensare al canto soave dell’usignolo o, al contrario, ai rumori improvvisi e terrificanti della tempesta, con il vento che sibila tra gli alberi, la pioggia che scroscia sulla terra e il tuono che squarcia il cielo. Gli uomini primitivi, attenti ai fenomeni naturali e intimoriti dal fatto di non poterli controllare consideravano questi suoni come voci divine, e ben presto la musica venne ad avere una parte importante nei riti magici e religiosi delle comunità umane. Con i flauti fatti di canne più o meno lunghe si potevano emettere suoni simili al cinguettare degli uccelli, con i tamburi e i gong si imitavano i suoni più profondi o squillanti. Quando tuttavia parliamo di musica, intendiamo non solo l’emissione di suoni con la voce e gli strumenti, ma anche una qualche loro organizzazione. Può bastare un suono soltanto per avere della musica, ma ripetuto seguendo un "ritmo".Più suoni, alti e bassi, emessi successivamente da uno strumento o dalla voce danno una "melodia". Più suoni emessi simultaneamente creano un"’armonia", naturalmente se vanno d’accordo tra loro, altrimenti si ha un’accozzaglia sgradevole. Il lungo cammino della musica attraverso i millenni ha visto uno sviluppo molto complesso di questi tre elementi: ritmo, melodia, armonia. Per quanto diversi siano i risultati presso i differenti popoli e le differenti culture, è certo che la musica ha accompagnato l’uomo in ogni tipo di società. Essa è una componente fondamentale dello spirito umano e un’esigenza insopprimibile. Prima di nascere, ciascuno di noi vive lunghi mesi nel grembo materno e ogni attimo è scandito dal ritmo del cuore della mamma. La teoria musicale occidentale, risalente ai greci antichi, ha attinto fortemente dai popoli egiziani e della Mesopotamia: questi conoscevano già gli intervalli consonanti di quinta, quarta ed ottava, e ne facevano il punto di partenza di diversi sistemi di scale. Venne elaborato un sistema di relazioni tra altezza delle note e lunghezza delle corde (o dei flauti) necessaria per produrre tali note, a prescindere dalle relazioni matematiche alla base della produzione del suono che poi sarebbero state codificate da Pitagora.
Era quello un periodo in cui la visione del mondo era comunque fortemente condizionata da superstizioni e religioni: i mesopotamici, ad esempio, adoravano i pianeti e ritenevano che l’armonia tra uomo ed universo fosse regolata dai numeri e si rispecchiasse proprio nella musica.
NELL’ANTICA GRECIA
Secondo una leggenda, la lira, il flauto ed il flauto ad ancia furono inventati da Ermes, Iagnis e Marsia, mentre il padre del canto era Orfeo: al flautista Olimpo venne attribuita l’introduzione delle melodie tradizionali.
Tra l’VIII ed il VII secolo a.C. coesistettero tre tendenze musicali. Gli aedi, o rapsodi, professionisti che cantavano le gesta degli eroi e degli dei accompagnandosi con il kitharis, una lira di grandi dimensioni.
Nelle campagne la musica e la danza avevano come protagonista principale la syrinx, ossia il flauto di Pan, mentre il canto corale accompagnava le cerimonie religiose e quelle civili in generale.
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