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Wednesday, May 10, 2006 - ore 12:58


Il "popolo dello spritz"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


RIFLESSIONE
"Perchè appartenere al popolo dello spritz?"

di Matteo Bernardini


Perché appartenere al popolo dello spritz? Quale bisogno spinge migliaia di ragazzi ad invadere ogni sera il cuore della città consumando quello che da aperitivo è passato ad essere un vero e proprio rito collettivo?



A cercare di dare una risposta a questi interrogativi è il professor Massimo Santinello, docente universitario di Psicologia di Comunità.

«Il fenomeno dello spritz è la risultanza di due diverse caratteristiche - dice Santinello -. Da una parte esiste il bisogno individuale di appartenere, durante la crescita, ad un gruppo per dividere con i coetanei sogni, desideri, speranze, paure, insomma quell’identità che poi si concretizzerà nell’età adulta.
«Dall’altra lo spritz fa moda, fa figo, e non partecipare al suo rito è come porsi automaticamente fuori tendenza, non essere normali. Nello spritz , la cosa che trovo poco felice è il bisogno che questa sostanza debba essere per forza alcolica, come se l’alcool fosse l’unico simbolo possibile per mediare l’incontro tra i ragazzi».



Professore, in questi giorni si parla sempre più spesso di misure repressive per controllare il fenomeno-spritz , ma sono davvero efficaci?
«Mi sembra che i provvedimenti che si stanno prendendo siano più che altro estemporanei e non dettati da una visione complessiva. Le azioni invece dovrebbero essere coordinate da un piano globale, che però ha necessariamente bisogno di tempo e di dialogo. Quanto fatto sinora sembra voler avere il significato di dire ai cittadini che qualcosa la si sta facendo, ma questo non basta e, francamente, mi pare anche un po’ ingenuo».

Ma lo spritz ha solo lati negativi?
«Assolutamente no, anzi, io lo vedo in senso favorevole, si tratta solo di saperlo gestire e controllare. E non a caso questo "fenomeno" ha preso piede a Padova, perché la nostra è una città che da sempre vive la tradizione dell’incontrarsi nei bar e nei caffè , penso per esempio a cosa ha rappresentato il Pedrocchi. Questi centri di aggregazione poi si sono persi nel corso del tempo; oggi, anche se in maniera diversa, si stanno ritrovando.
«Tutto ciò che sta accadendo, quindi, è molto interessante e non deve essere preso in considerazione solo per gli aspetti negativi. Piuttosto chi ne sta traendo vantaggio e soldi, dovrebbe pensare a non fare esaurire questo "fenomeno" aiutando a contrastare e a ridurre quelli che sono i suoi aspetti negativi, però ho la sensazione che nessuno voglia assumersi davvero le proprie responsabilità. Ripeto, servirebbe si creassero dei progetti globali e non misure provvisorie legate ad un consenso immediato».

Questa è la fotografia del "popolo dello spritz".
Cosa ne dici?


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