STO LEGGENDO
niente.
HO VISTO
STO ASCOLTANDO
mille giorni di te e di me.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
jeans tennis e qualcosa di comodo. Detesto pensare di continuo: si vedono gli slip, si vede il segno, si vede il rotolino adiposo ...
ORA VORREI TANTO...
avere una bacchetta magica!!!
La mia è consunta!
STO STUDIANDO...
Le emozioni. Quando come e perchè.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Decisamente normale...per quanto lo possa essere
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
(questo BLOG è stato visitato 21111 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Thursday, May 11, 2006 - ore 08:17
Favola del giorno.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cera una volta,
in un paese lontano lontano, diciamo nellIndia orientale, un ragazzo molto volenteroso che viveva con il suo vecchio padre.
Mentre il padre lavorava i campi, il ragazzo studiava come un matto per trovare un buon lavoro che gli permettesse di far vivere il padre nella tranquillità economica.
Un giorno, mentre suo padre lavorava si fece male ad un braccio.
Il ragazzo pensò: ora devo abbandonare lo studio per sostituire mio padre nei campi...oh come sono sfortunato.
Il giorno dopo si recò nei campi. Avendo la vista migliore di quella del vecchio padre si accorse che fra i solchi di terra spuntava un sacchetto di iuta. Lo raccolse e dentro cerano delle monete doro.
Contento tornò a casa ma quando varcò la porta suo padre era in lacrime. "Figlio mio" gli disse "lesercito ti richiama alle armi"
Il ragazzo pensò: ho ora devo abbandonare i campi e mio padre, come sono sfortunato.
Il mattino dopo mentre si stava preparando per raggiungere il suo reggimento davanti a casa si trovo una decina di persone, fra amici e vicini di casa che gli dissero: non ti preoccupare per i campi e per tuo padre. Qui pensiamo tutto a noi.
E il ragazzo pensò: non sapevo di avere tanti amici.
Partì con lanimo più leggero.
Il mattino dopo però durante una normale esercitazione, un compagno di armi per errore gli sparò ad un braccio.
Il ragazzo pensò: oh ma son propria sfigà. (era indiano con qualche avo Ferrarese)
Così lo mandarano a casa in licenza.
Il mattino dopo gli arrivò la notizia che il suo reggimento,caduto in unimboscata, era stato completamente decimato.
Morale della favola: non tutto il male viene per nuocere.
LEGGI I COMMENTI (4)
PERMALINK