Durante l’affollata conferenza stampa del giorno di Pasqua, a campionato vinto, in un’osteria di Gerusalemme al numero 10 Pietro di Galilea, er Pupone della squadra, chiedono di illustrare la filosofia di gioco del loro Coach, Gesù di Nazareth: “allenamenti costanti 365 giorni all’anno (366 nei bisestili). Di giorno a giocare, di notte a memorizzare schemi e ad allenare lo spirito. Capacità di sopportare partite senza intervalli e al posto degli autografi buone azioni da firmare, assist da inventare. Pressing costante e caparbio, difensivismi nulli, attacchi folli (meglio se diretti) ed esibizionismi vietati”.
Sembrava cosa da poco tanto che nelle cittadelle dello sport han provato immediatamente a copiare questi forcing ma si son bruciati per sovra-allenamento: era il
carattere che faceva la differenza. E’ vero che le panchine erano tutte di plexigas, ma era il
carisma di chi stava seduto in panchina che li esaltava.
Pietro e compagnia non capivano i giornalisti che chiedevano loro di
Controcampo: nel loro lessico c’era solo
controcorrente. Sentendo
Domenica sportiva rabbrividirono perché la domenica per loro era giorno di fede. E quando un inviato mostrò loro il pendolino di
Maurizio Mosca, han esibito un uncino portafortuna, a ricordare l’umiltà della loro chiamata. Nel salotto di
Simona Ventura non si sono mai seduti tanto che i giornali li soprannominavano
“Quelli che… snobbano gli inviti” . Pensavano che i giornalisti dessero i numeri quando dicevano 4-4-2 / 4-5-1. Lo schema del loro Maestro era:
"Io e voi contro tutto il resto".
Mai come quel giorno il loro coach, nascosto nell’angolo della sala, brillava di gioia perché solo Lui conosceva l’ebbrezza di aver vinto un campionato con una squadra che gli altri consideravano perdente!
Il suo segreto?
“Investire su gente senza contratto”.
Gli esperti delle intercettazioni telefoniche lo definirono
fallito. La storia lo dichiarò
vincitore.
Ben più di MoggiGiraudoBettega c’è qui.Per fortuna!