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Saturday, May 13, 2006 - ore 17:10
che settimana...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lunedì: Mattinata tranquilla in ufficio, in banca faccio due chiacchere con la splendida Elisa, pomeriggio di lavoro intenso, poi alle 19.30 via al SID per il corso di Industrial Design. In tangenziale assistiamo alla scena di una macchina di cinesi che per un nanometro non vanno a sbattere dritti contro il guard-rail. Alle 22.30, finito il corso, insalatona al kofler con Enricao.
Martedì: Mattinata tranquilla a lavoro, una carbonara strabiliante da Nicola all’Arizona, nel pom arriva il camion con i mobili nuovi per casa mia. Pomeriggio devastante, ho portato i mobili a mano, col ragazzo del mobilificio della mitica Gabriella, per una rampa condominiale più la scala interna che va in mansarda; braccia e schiena distrutte. E’ previsto a casa mia un brief Techiba Design. Enricao arriva prestino e mi da una mano a liberare la cucina dal campo di battaglia rimasto dal pomeriggio. Arch.Tex invece è inzuppato di problemi a lavoro, un cantiere pazzo lo occupa fino alle 22.00. Il brief Techiba va a puttane, ci facciamo una mangiata e 4 risate su internet chattando su yahoo messenger in dialetto veneto con delle ragazze straniere.
Mercoledì: Giornata standard a lavoro, alle 19.30 vado a prendere il Cecchi destinazione via croce rossa a Padova. C’è la presentazione di un corso di interior design e siamo d’accordo con genny di darci un’occhiata. Alle 20.00 siamo sul posto ma ci siamo solo noi tre, perché la presentazione del corso è stata rinviata e a genny nessuno aveva detto niente… Pigliamo la macchina e ci infiliamo per le vie del centro a caccia ci cibo. Comincio a girare in macchina per trovare un parcheggio, già convinto di dover perdere almeno 40 minuti per infilare i quattro metri e mezzo di fuoristrada da qualche parte… insolita botta di culo, trovo un parcheggio al volo. Genny invece, con la sua 206, gira come una matta e alla fine parcheggia a due passi dal confine svizzero… la aspettiamo speranzosi e ci infiliamo nel primo bar. Piadina e coca, ordiniamo anche tramezzi ma la cameriera bulgara non capisce una mazza (niente contro i bulgari sia chiaro, ho avuto una ragazza di Sofia…). Ci raggiunge Lele e dopo un quarto d’ora di slinguazzamenti con la Genny ci tuffiamo nel mercoledì notte patavino. In piazza dei Signori, come si dice, c’è bella gente, infighettata a dovere, ragazzini di vent’anni col volvo e il mercedes di papà. Giriamo l’angolo e ci troviamo di fronte un mezzo evento-concerto, i miei cugini comunistoni emanano una puzza di sudore, alcool e maria inimmaginabile. Veniamo ovviamente interrotti nella passeggiata più volte da conoscenti di cecchi e lele, che in due conoscono almeno il 50% della popolazione patavina dai 20 ai 30 anni. Affianchiamo il pedrocchi e chi becchiamo, il grande, mitico, inestimabile Seppa con due amici. Ha il viso abbronzato come solo Baku al naturale o Arch.Tex di ritorno dalle Lampados si possono permettere in primavera. Ha fatto un week end full-tine di Ultimate Flying Disk (Frisbee x chi non lo sapesse) e ha la faccia scura e la pancetta da birra color latte intero UHT. Due chiacchere e poi dritti a casa, che domani è un altro giorno.
Giovedì: Giornata tranquilla al lavoro, non ho voglia di fare un emerito cazzo e scarico da internet bandi di concorso e materiale per il corso di design a volontà. Enricao è preso male con il lavoro e stasera niente corso. Isabella si intrufola nella chattata skype con Enricao, e da quel momento le cad girls hanno ufficialmente il mio indirizzo skype, si salvi chi può!
La voglia di far niente si aggiunge ad un rincoglionimento totale, alle 19.30 parto per andare al SID e al primo stop faccio retro front perché il materiale per il corso è rimasto sopra la scrivania in ufficio. Serata interessante al SID, vediamo il laboratorio di soft-modeling e ci organizziamo per i primi schizzi progettuali. Anna è carina come sempre e Enricao perde un’altra occasione per gettare pastura. Il Prof.Farina ci tiene aggiornati sui mitici perdazzurri e strano ma vero la mia squadra preferita vince la coppa italia. Ore 22.45 si va verso casa, e dopo una sbirciatina alle favolose meretrici di corso stati uniti mi viene in mente che a casa il frigo ha le ragnatele e che non ho nemmeno lo spazio fisico per mangiare. Mi fermo al McDrive e mi azzanno un big-mc-menù più mcnuggets da 6. Cena lurida ma ineguagliabile. La macchina puzza di fritto e viaggio fino a casa con tutti i finestrini aperti e gli audioslave a manettone.
Venerdì: Altra giornata tranquilla in ufficio. A metà mattinata passa una ragazza di un agenzia di marketing per presentarmi un iniziativa pubbilicitaria, è una patatina fenomenale. Non mi interessa un tubo della storiella imparata a memoria che sta raccontando ma continuo ad annuire come se stesse relazionando sulla legge di gravitazione universale. Allungo con fare compassato il mio biglietto da visita di consigliere delegato, non servirà sicuramente a nulla ma perlomeno non le verrà il dubbio di aver parlato con il portinaio dell’azienda.
Pomeriggio lavorativo all’insegna del fancazzismo, chatto su spritz più che lavorare, sputo fuori fax e preventivi alla mirabolante media di uno ogni mezzora. Torno a casa e tutto ancora è a soqquadro da martedì… voglia di fare zero, mi viene in mente che aspetto una mail e mi attacco di nuovo al pc. Sono le 21.40 e sono ancora con le dita sulla tastiera, alle 22.00 inizia il calcetto e io sono in mutande, la borsa è ancora da fare. Mi infilo maglietta e pantaloncini e butto roba a caso dentro alla borsa. Arrivo a montecchia alle 22.00 spaccate. Il mitico vecchio “suocero” Dino (così soprannominato da tutti perché ha una bellissima figlia di 18 anni) ritorna dopo lunga assenza. I compagni rumeni hanno portato le fidanzate a fare il tifo, complimenti a loro per l’ottima scelta. Dopo partita in pizzeria, margherita e coca con la vecchia guardia. Il suocero come al solito fa finta di niente e paga per tutti. Torno a casa e non ho sonno. Sono stanco morto ma gli occhi non ne vogliono sapere di chiudersi. Via in studio davanti al portatile per la navigazione, con la speranza che il luccichio dei cristalli liquidi mi faccia morire dal sonno. Non è così. Cazzeggia a destra e a manca, posta sul blog e scherza con il “nemico” baTosta, spulcia articoli e foto sul web, si fanno le quattro della mattina. Di corsa mi butto sul letto che ancora per due notti ospiterà i miei sogni, in quella che è destinata diventare camera degli ospiti, e mi addormento che saranno almeno le 4 e mezza.
Sabato: Mi sveglio alle 10, mi alzo e sono uno zombie, ho la pressione sotto zero, un battito cardiaco al minuto… La cucina è ancora un casino infernale, e non solo quella. Colazione in terrazzo, gocciole e succo alla pera. Il cielo è limpido e il sole scalda la pelle. Silenzio completo nella campagna e nelle case intorno, si sente leggero il sottofondo del mio stereo con il vecchio cd della Morissette. Mi metto una t-shirt spiegazzata, i pantaloni della tuta e passo da mia madre per farle lavare il coprimaterasso e altre quattro cose di cui ignoro le modalità di lavaggio. Scappo alle piramidi dove svaligio Ovvio per l’ennesima volta. Passaggio radente al Brico per due spine e quattro lampadine, trovo il mitico DVD di Frankenstein Junior a 9,90, ovviamente lo compro. Torno a casa e oramai sono le 15.00 passate, ho fame. Il frigo ha ancora le ragnatele e la cucina è ancora un campo di battaglia. Non ho più bicchieri puliti, ne forchette pulite. Mangio in terrazzo, accarezzato dall’aria fresca di primavera, bevendo succo d’arancia sulla tazza di willy coyote e mangiando insalata, mozzarella e salame con la forchetta di plastica e un coltellaccio da cucina. Sono le 16.30, mi attacco di nuovo al portatile per raccontare questa settimana indaffarata. Adesso è il momento di staccare la spina, e trasformare questa specie di campeggio in una casa…
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