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![]() Ceres, 32 anni spritzina di Venezia CHE FACCIO? Lettere Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO sempre HO VISTO un po di luce in fondo STO ASCOLTANDO Tom Waits ABBIGLIAMENTO del GIORNO potevo fare di meglio ORA VORREI TANTO... ma no, sono a posto STO STUDIANDO... Storia Contemporanea OGGI IL MIO UMORE E'... ci sta ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Essere la persona giusta al momento sbagliato e la persona sbagliata al momento giusto! 2) ...amare tanto qualcuno ed avere paura di dirglielo. 3) Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere ke non l'avrai mai MERAVIGLIE 1) poter esprimere le proprie emozioni attraverso le mani... 2) svegliarsi accanto alla persona che si ama 3) B A D O L E ! 4) avere una stanza singola 5) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: mah BOOKMARKS B&B Holiday House - Oristano (da Viaggi e Turismo / Mare ) Blog fraterno! (da Pagine Personali / HomePage ) Polisportiva Tharros 1905 (da Sport / Calcio ) Bob Art (da Arte e Cultura / Pittura ) Il Vernacoliere (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) Fafi (da Arte e Cultura / Pittura ) Fisietto (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) Rat Man (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) Ceres! (da Pagine Personali / HomePage ) UTENTI ONLINE: |
Sunday, May 14, 2006 - ore 14:39 Metti una sera a Bologna Ieri serata teatrale a Bologna, a vedere "Il povero Piero" (l’adattamento eh) di Achille Campanile. Gli attori erano (quasi tutti) quelli dei match d’improvvisazione teatrale di recentissima memoria, e il regista l’arbitro (missssssssssssssssssssssssssstaaaah! ![]() ). E per i pochi poveretti che non sapessero chi Achille Campanile, appiccico subito questo magistrale testo datato 1973 o giù di lì: Quell’antico tronco d’albero che si vede ancor oggi sul Gianicolo a Roma, secco, morto, corroso e ormai quasi informe, tenuto su da un muricciolo dentro il quale è stato murato acciocché non cada o non possa farsene legna da ardere, si chiama la quercia del Tasso perché, avverte una lapide, Torquato Tasso andava a sedervisi sotto, quand’essa era frondosa. Anche a quei tempi la chiamavano così. Fin qui niente di nuovo. Lo sanno tutti e lo dicono le guide. Meno noto è che, poco lungi da essa, c’era, ai tempi del grande e infelice poeta, un’altra quercia fra le cui radici abitava uno di quegli animaletti del genere dei plantigradi, detti tassi. Un caso. Ma a cagione di esso si parlava della quercia del Tasso con la "t" maiuscola e della quercia del tasso con la "t" minuscola. In verità c’era anche un tasso nella quercia del Tasso e questo animaletto, per distinguerlo dall’altro, lo chiamavano il tasso della quercia del Tasso. Alcuni credevano che appartenesse al poeta, perciò lo chiamavano "il tasso del Tasso"; e l’albero era detto "la quercia del tasso del Tasso" da alcuni, e "la quercia del Tasso del tasso" da altri. Siccome c’era un altro Tasso (Bernardo, padre di Torquato, poeta anch’egli), il quale andava a mettersi sotto un olmo, il popolino diceva: "E’ il Tasso dell’olmo o il Tasso della quercia?". Così poi, quando si sentiva dire "il Tasso della quercia" qualcuno domandava: "Di quale quercia?". "Della quercia del Tasso." E dell’animaletto di cui sopra, ch’era stato donato al poeta in omaggio al suo nome, si disse: "il tasso del Tasso della quercia del Tasso". Poi c’era la guercia del Tasso: una poverina con un occhio storto, che s’era dedicata al poeta e perciò era detta "la guercia del Tasso della quercia", per distinguerla da un’altra guercia che s’era dedicata al Tasso dell’olmo (perché c’era un grande antagonismo fra i due). Ella andava a sedersi sotto una quercia poco distante da quella del suo principale e perciò detta: "la quercia della guercia del Tasso"; mentre quella del Tasso era detta: "la quercia del Tasso della guercia": qualche volta si vide anche la guercia del Tasso sotto la quercia del Tasso. Qualcuno più brevemente diceva: "la quercia della guercia" o "la guercia della quercia". Poi, sapete com’è la gente, si parlò anche del Tasso della guercia della quercia; e, quando lui si metteva sotto l’albero di lei, si alluse al Tasso della quercia della guercia. Ora voi vorrete sapere se anche nella quercia della guercia vivesse uno di quegli animaletti detti tassi. Viveva. E lo chiamarono: "il tasso della quercia della guercia del Tasso", mentre l’albero era detto: "la quercia del tasso della guercia del Tasso" e lei: "la guercia del Tasso della quercia del tasso". Successivamente Torquato cambiò albero: si trasferì (capriccio di poeta) sotto un tasso (albero delle Alpi), che per un certo tempo fu detto: "il tasso del Tasso". Anche il piccolo quadrupede del genere degli orsi lo seguì fedelmente, e durante il tempo in cui essi stettero sotto il nuovo albero, l’animaletto venne indicato come: "il tasso del tasso del Tasso". Quanto a Bernardo, non potendo trasferirsi all’ombra d’un tasso perché non ce n’erano a portata di mano, si spostò accanto a un tasso barbasso (nota pianta, detta pure verbasco), che fu chiamato da allora: "il tasso barbasso del Tasso"; e Bernardo fu chiamato: "il Tasso del tasso barbasso", per distinguerlo dal Tasso del tasso. Quanto al piccolo tasso di Bernardo, questi lo volle con sé, quindi da allora quell’animaletto fu indicato da alcuni come: il tasso del Tasso del tasso barbasso, per distinguerlo dal tasso del Tasso del tasso; da altri come il tasso del tasso barbasso del Tasso, per distinguerlo dal tasso del tasso del Tasso. Il comune di Roma voleva che i due poeti pagassero qualcosa per la sosta delle bestiole sotto gli alberi, ma fu difficile stabilire il tasso da pagare; cioè il tasso del tasso del tasso del Tasso e il tasso del tasso del tasso barbasso del Tasso. LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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