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lunedì 15 maggio 2006 - ore 14:13
Telefonata a Nanni
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non ho molto da dire, peggio ancora da scrivere.
Gli entusiasmi si smorzano. Sembra che l’italietta sia abituata alle mezze misure…da sempre.
E così capita di farti un giro negli ultimi anni, quelli che magari credi di aver vissuto pienamente, invece ti accorgi che la maggior parte del tempo non hai fatto altro che dormire. Anche quando eri sveglio, quello che cercavi era il tepore a-sensoriale, per dimenticarti quello che in fondo qualche volta, se sei stato fortunato, hai avuto la possibilità di percepire: essere la gente, la folla…benvenuto nel viaggio dell’io nella comprensione del non me…puoi dire di essere nato…in quei momenti.
Ho fatto un giro. E ho visto un film. Su una sinistra che vince. Su una sinistra che vince, quasi. Su una sinistra che non vince.
Non puoi nemmeno metterti a gioire. Andare in piazza e gridare: si, io sono la gente, la folla, e abbiamo deciso di fare qualcosa insieme. No, non puoi. Mi viene da piangere. Il pensiero collettivo sembra essere deceduto. E bada bene che non parlo di spicciola filantropia o pensiero filo-comunista, o tutti gli ismi che riuscirai ad affibbiarmi…me ne frego delle etichette e di chi le ha imparate a memoria solo per mettersi comodo sulle poltrone dei teoremi politici squallidi, per cui se se ti comporti così allora necessariamente sei di quel partito e viceversa, con la brutalità dei sillogismi da terza elementare, per cui se un cigno è bianco, tutti i cigni sono bianchi.
Stamattina mi sono svegliata che non mi andava di pensare a domani. Mi va di pensare che magari c’è ancora tempo per non essere disillusi. Mi va di credere che una casalinga si tolga le scarpe, in quella casa che non è il suo lavoro, ma la sua cura, e si metta a ballare a piedi nudi…così…Io so che il mondo in cui viviamo non è realtà, ma è un sogno: e non è un’affermazione evocativa! Io ci credo davvero! A chi servirebbe una realtà? Così come compiere ogni giorno gli stessi gesti e tornare ogni sera nella stessa casa! Mi piace pensare che torniamo solo a ritrovare quello che siamo stati insieme a qualcosa che non siamo stati mai. Anche se il bisogno di ripetere sempre quello che siamo stati è forte, per fortuna fallisce e noi continuiamo a dover entrare sempre in stanze nuove dove troviamo una politica che crede a chi la nomina, una squadra di calcio che ritorna alla passione dei bambini che giocano in mezzo alla strada, e ad una ragazza rinchiusa ed invisibile insieme al fantasma che ha amato e al futuro che amerà per sempre.
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